Perché l’intelligenza artificiale di Google non sa fare lo spelling?

Il motore di ricerca di Google è cambiato per sempre con l’arrivo dei riassunti generati dall’intelligenza artificiale, ma c’è un problema tanto assurdo quanto concreto. L’algoritmo più avanzato del mondo scivola sulle basi, dimostrando di non saper contare le lettere o fare lo spelling delle parole più semplici, persino del nome “Google” stesso.

Il paradosso dei riassunti AI di Google

Se provate a chiedere all’intelligenza artificiale di Big G quante “p” ci sono nella parola Google, la risposta vi lascerà a bocca aperta: secondo l’AI sono due. Non si tratta di un caso isolato. Nelle ultime settimane gli utenti americani hanno segnalato risposte bizzarre in cui il sistema sostiene che nella parola “giornalismo” (in inglese) ci siano due “d”, arrivando a scriverla “journadi-sm”.

Siamo di fronte a una tecnologia in grado di programmare un’applicazione in pochi secondi o risolvere problemi matematici complessi, che però fallisce davanti a un compito da scuola elementare. Google ha già confermato a TechCrunch di essere a conoscenza del problema e di essere al lavoro per correggerlo.

Come funziona (davvero) il cervello dell’AI

Per capire questo bug bisogna abbandonare l’idea che l’intelligenza artificiale “legga” come un essere umano. I grandi modelli linguistici (LLM) non vedono le parole composte da singole lettere.

Il sistema scompone il testo in elementi chiamati token, che possono essere intere parole o sillabe. Quando l’AI elabora la parola “casa”, non vede le lettere C-A-S-A, ma un unico codice numerico che rappresenta quel concetto. Di conseguenza, quando l’utente chiede di contare una specifica lettera all’interno di una parola, l’intelligenza artificiale va in cortocircuito perché, per sua natura, non ha mai “visto” quelle singole lettere.

Dove è disponibile la funzione e cosa cambia

La funzione incriminata si chiama AI Overviews (Panoramiche AI) e si trova integrata direttamente nella barra di ricerca di Google. Al momento, questo restyling profondo è attivo negli Stati Uniti e in altri mercati selezionati per gli utenti che utilizzano il motore di ricerca in lingua inglese.

Per gli utenti italiani l’impatto è ancora limitato, poiché il rollout globale della funzione è graduale e non è ancora arrivato ufficialmente nella nostra lingua. Tuttavia, questa situazione cambia il nostro modo di approcciare i motori di ricerca del futuro: non possiamo più fidarci ciecamente delle risposte rapide fornite dall’AI, ma dobbiamo continuare a verificare le fonti.

Cosa resta da chiarire

Gli esperti del settore sono scettici sulla possibilità di risolvere del tutto questo problema in tempi brevi. La struttura stessa dei modelli linguistici attuali rende la gestione delle singole lettere un limite strutturale difficile da superare.

Non è ancora noto quando Google rilascerà un correttivo definitivo né quando la funzione AI Overviews arriverà ufficialmente in Italia con il supporto completo alla lingua italiana. Nel frattempo, Google continuerà ad aggiornare i propri filtri per evitare risposte virali ma palesemente errate.

Fonte: Articolo basato sulle dichiarazioni ufficiali rilasciate da Google a TechCrunch e sui test effettuati dai ricercatori della Northeastern University e della University of Alberta.

By Antonio Capobianco

Antonio Capobianco segue tecnologia consumer, app, intelligenza artificiale, sicurezza online e strumenti digitali. Su ItaliaGlobale cura notizie tech, guide pratiche e approfondimenti su piattaforme, servizi online e vita digitale.

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