La Tappa Storica: Quando la Romania è Entrata nell’Unione Europea

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Il percorso di un Paese verso l’integrazione europea è sempre un viaggio complesso, fatto di riforme, negoziazioni e aspettative. Per la Romania, questa aspirazione si è concretizzata in una data precisa, un momento che ha segnato un prima e un dopo nella sua storia recente. La Romania è entrata nell’Unione Europea il 1° gennaio 2007, insieme alla Bulgaria, in quello che viene ricordato come il “Sesto Allargamento” o, più precisamente, la seconda fase del quinto allargamento a est.

Questo ingresso non è stato un evento isolato, ma il culmine di un processo iniziato molto tempo prima, un cammino che merita di essere ripercorso per apprezzarne la portata e le sfide che ne sono seguite.

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Un Lungo Viaggio verso l’Adesione

L’interesse della Romania per la comunità europea affonda le radici nel periodo immediatamente successivo alla caduta del regime comunista. Già nel 1995, Bucarest ha presentato ufficialmente la domanda di adesione all’Unione Europea. Un gesto che simboleggiava la volontà di ancorare definitivamente il Paese ai valori democratici, allo stato di diritto e all’economia di mercato dell’Europa occidentale.

La vera svolta è arrivata nel 1999, quando il Consiglio europeo ha dato il via libera all’apertura dei negoziati. Questi colloqui non sono stati una semplice formalità, ma un rigoroso esame della capacità della Romania di recepire e applicare l’intero corpo normativo dell’UE, noto come acquis comunitario, composto da decine di migliaia di pagine. I negoziati si sono concentrati su 31 capitoli tematici, dalla libera circolazione delle merci alla politica agricola, dalla giustizia agli affari interni.

Dopo anni di riforme intense, la Romania ha concluso positivamente i negoziati alla fine del 2004. Il passo formale successivo è stato la firma del Trattato di Adesione, avvenuta a Lussemburgo il 25 aprile 2005. L’allora presidente romeno, Traian Băsescu, definì quel momento come “l’avverarsi di un sogno durato più di mezzo secolo”, evidenziando la portata storica dell’integrazione.

Il Giorno dell’Ingresso: 1° Gennaio 2007

Allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre 2006, la Romania è diventata ufficialmente un Paese membro dell’UE. Insieme alla Bulgaria, ha portato il numero totale degli Stati membri a 27 (prima dell’uscita del Regno Unito). Questo momento ha significato l’assunzione di tutti i diritti e gli obblighi che ne derivano, inclusa la partecipazione alle istituzioni europee come il Parlamento Europeo, il Consiglio e la Commissione.

L’ingresso ha portato con sé l’aspettativa di una maggiore prosperità economica. I dati iniziali erano incoraggianti: all’epoca, la Romania vantava tassi di crescita del PIL tra il 5% e il 6%, rendendola un’economia dinamica e in rapida espansione rispetto a molte nazioni della “vecchia Europa” (fonte: analisi economiche dell’epoca, come riportato in archivi istituzionali UE).

Le Sfide dell’Integrazione: Misure di Accompagnamento

Nonostante l’adesione, l’Unione Europea ha riconosciuto che in alcuni settori chiave, come la lotta alla corruzione e la riforma del sistema giudiziario, la Romania (e la Bulgaria) aveva ancora margini di miglioramento. Per questo motivo, è stato istituito il Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MCV).

L’MCV era una misura di sorveglianza temporanea, pensata per assistere e monitorare i progressi di Bucarest nel raggiungere i parametri di riferimento in queste aree sensibili. Questo meccanismo ha rappresentato una sorta di “banco di prova” continuo. Solo dopo oltre 15 anni di monitoraggio, a fine 2022, la Commissione Europea ha riconosciuto che entrambi i Paesi avevano compiuto progressi sufficienti per considerarne la chiusura, evidenziando il successo delle riforme attuate nel tempo (fonte: Commissione Europea, decisioni e relazioni MCV).

Impatto Economico e Sociale: I Fondi Europei

Il beneficio più tangibile e cruciale derivante dall’adesione della Romania all’Unione Europea è stato l’accesso ai Fondi di Coesione e Strutturali. Questi fondi, destinati a ridurre le disparità regionali all’interno dell’UE, hanno rappresentato un volano fondamentale per lo sviluppo infrastrutturale ed economico del Paese.

Per dare un’idea della portata di questi trasferimenti, in circa 20 anni dall’ingresso, si stima che la Romania abbia ricevuto oltre 100 miliardi di euro in fondi europei, contribuendo a sua volta con circa 33 miliardi di euro al bilancio dell’UE (fonte: Ministero delle Finanze romeno e dati Commissione UE). Questa iniezione di capitali ha finanziato progetti essenziali, dalle strade alle ferrovie, dagli ospedali ai programmi di istruzione, contribuendo a modernizzare un Paese che, appena due decenni prima, era uscito da un regime totalitario.

Citando l’allora Presidente della Commissione Europea, José Manuel Barroso, in occasione della firma del Trattato di Adesione: “L’adesione non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza… un’opportunità unica per i cittadini [romeni] di beneficiare pienamente della pace, della democrazia e della prosperità”.

L’Area Schengen: Una Conquista Più Recente

Sebbene la Romania sia entrata nell’UE nel 2007, l’integrazione completa non si è realizzata immediatamente su tutti i fronti. Un esempio lampante è l’Area Schengen, la zona di libera circolazione senza controlli alle frontiere interne. Pur avendo soddisfatto i requisiti tecnici già da tempo, l’adesione completa è stata oggetto di prolungati negoziati politici.

La piena adesione della Romania all’Area Schengen è prevista per il 1° gennaio 2025 per quanto riguarda i confini terrestri, dopo l’integrazione aerea e marittima avvenuta il 31 marzo 2024. Questo traguardo rappresenta l’ultima grande tappa per la piena integrazione del Paese nel progetto europeo, garantendo ai suoi cittadini e alle sue imprese i benefici della libertà di movimento.

L’esperienza romena ci insegna che l’adesione all’Unione Europea è un processo dinamico e in continua evoluzione, un impegno a lungo termine per lo sviluppo e l’allineamento agli standard comuni, che continua ben oltre la data ufficiale d’ingresso.


Domande Frequenti (FAQ)

Quando è avvenuta esattamente l’adesione della Romania all’Unione Europea?

L’ingresso ufficiale della Romania nell’Unione Europea è avvenuto il 1° gennaio 2007. L’adesione è stata contestuale a quella della Bulgaria e ha rappresentato il culmine di un lungo processo di negoziazione e riforme iniziato con la domanda ufficiale presentata da Bucarest nel lontano 1995.

La Romania utilizza l’Euro come moneta nazionale?

No, la Romania non ha ancora adottato l’Euro. La sua valuta nazionale è il Leu rumeno (RON). Il Paese si è impegnato ad entrare nell’Eurozona, ma l’adozione dell’Euro avverrà solo quando avrà soddisfatto tutti i rigorosi requisiti economici e finanziari noti come “criteri di convergenza” stabiliti dall’UE.

Qual è stato il ruolo del Meccanismo di Cooperazione e Verifica (MCV)?

L’MCV è stato un meccanismo di sorveglianza istituito dall’UE al momento dell’adesione per monitorare i progressi della Romania, in particolare nelle aree critiche della riforma giudiziaria e della lotta alla corruzione. Questo strumento ha supportato gli sforzi di riforma e ha garantito un controllo costante, venendo formalmente chiuso solo dopo oltre 15 anni.

La Romania fa parte dell’Area Schengen?

La Romania è parzialmente membro dell’Area Schengen dal 31 marzo 2024, con l’abolizione dei controlli alle frontiere aeree e marittime. L’adesione completa, che includerà anche la rimozione dei controlli ai confini terrestri, è prevista per il 1° gennaio 2025, segnando la piena integrazione del Paese in quest’area di libera circolazione.

By Antonio Capobianco

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