West Nile, continuano a crescere i contagi ed anche le vittime nel settentrione
West Nile continuano a crescere i contagi ed anche le vittime nel settentrione

In questa estate, caratterizzata da temperature molto alte ma anche da piogge abbondanti, le zanzare hanno proliferato in tutto lo stivale: molte specie hanno “solamente” reso più fastidiose le nostre giornate con morsi pruriginosi, ma purtroppo altre sono state vettori di diverse malattie, tra cui il virus West Nile, che purtroppo sta continuando a mietere vittime.

Ad oggi si è potuto appurare che la valle del Po è l’epicentro dei casi di contagio dal virus West Nile.

Nell’ultima settimana di agosto i casi conclamati sono stati 109, mentre in tutto il 2018 erano stati 334 e nel 2017 si erano fermati a 55. Un picco certificato dai dati dell’Istituto superiore di sanità.

Solo in Lombardia, dall’inizio del 2018 ad oggi sono pervenute 22 segnalazioni e riguardano 7 cittadini residenti nel territorio di Ats Valpadana (2 casi accertati nella provincia di Cremona), 5 nel territorio dell’Ats di Brescia, 2 nel territorio dell’Ats di Pavia e 4 nell’Ats Città Metropolitana (di cui un caso accertato a Lodi), mentre 2 sono positività risultate dal controllo su donatori di sangue.

E purtroppo in queste ore è morto l’uomo di ottantuno anni – residente a Vanzaghello, nell’Altomilanese – che dallo scorso 24 agosto era ricoverato all’Humanitas di Rozzano per aver contratto la Febbre del Nilo.

L’anziano, che era già in cura per altre patologie, era arrivato in ospedale con febbre alta ed encefalite: sintomi che poi i medici hanno ricondotto a un’infezione da West Nile.

Per quattordici giorni l’81enne è rimasto ricoverato nel reparto di terapia intensiva, in uno stato di coma, e il 7 settembre mattina i dottori ne hanno certificato il decesso.

Ma anche altre regioni del settentrione sono state fortemente colpite.

Si aggiorna infatti anche inesorabile il numero dei contagi da West Nile in provincia di Ferrara. L’azienda ospedaliero-universitaria Sant’Anna ha appena comunicato che un altro pazienta è risultato infetto dalla “febbre del Nilo”: si tratta di un uomo di 80 anni, ricoverato a Cona dai primi di settembre.

Questo rappresenta il 15° caso di contagio nella forma neuroinvasiva dell’estate 2018 nel Ferrarese, con sei decessi. Quella estense si conferma ancor di più la provincia più colpita in Emilia Romagna, con sei decessi su dodici registrati nella nostra regione.

Complessivamente in Friuli Venezia Giulia il servizio sanitario regionale ha invece registrato 14 casi conclamati di infezione da virus West Nile e tutti i soggetti contagiati sono risultati affetti da importanti patologie concomitanti. Tre pazienti hanno sviluppato forme neuro invasive dell’infezione e due di loro (entrambi di sesso femminile) sono ancora ricoverati rispettivamente nel reparto di Neurologia dell’ospedale di Pordenone e al nosocomio di San Vito al Tagliamento. Quest’ultimo risulta affetto da encefalite, ma le sue condizioni sono in miglioramento ed è prevista la sua dimissione per la prossima settimana. Infine, un altro paziente affetto da virus West Nile è in cura nel reparto di Medicina dell’ospedale di Pordenone con una cardiopatia ischemica, ma risulta in miglioramento.

Solo la scorsa settimana nel Veneto orientale i casi di contagio sono tre: una donna di 82 anni di Torre di Mosto e un turista di 74 anni che ha soggiornato a Jesolo, entrambi ricoverati in ospedale e non sono in gravi condizioni fisiche. La terza persona, per la quale non è stato necessario il ricovero, è un cinquantanovenne di Eraclea. I casi di contagio riscontrati ad oggi nell’ambito dell’Ulss4 ammontano a 25.

Ricordiamo che la febbre West Nile (West Nile Fever) è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome).

Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario.

La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.

Non esiste un vaccino per la febbre West Nile. Attualmente sono allo studio dei vaccini, ma per il momento la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare.

I contenuti pubblicati dalla redazione di Italiaglobale.

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