Il servizio di assistenza domiciliare richiede spesso una figura professionale che viva con la persona assistita: la badante convivente. Gestire questo rapporto di lavoro in modo corretto è fondamentale e si basa su regole precise stabilite dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) per i lavoratori domestici.
Vediamo in dettaglio gli aspetti chiave, dalla stipula del contratto agli oneri previdenziali e ai benefici fiscali.

Il Contratto di Badante Convivente: Orari e Retribuzione
La badante convivente è assunta per garantire la presenza e l’assistenza al datore di lavoro o a un familiare assistito per la maggior parte della giornata, alloggiando presso la casa del datore di lavoro.
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Orario di Lavoro Standard
Secondo il CCNL, l’orario di lavoro per un rapporto di convivenza a tempo pieno è di 54 ore settimanali. Questo orario viene solitamente distribuito su 5 giorni e mezzo. Ad esempio, è comune una ripartizione di 10 ore al giorno dal lunedì al venerdì e 4 ore il sabato.
Un aspetto cruciale sono i riposi:
- Riposo Settimanale: La lavoratrice ha diritto a 36 ore di riposo continuativo a settimana, di cui 24 ore devono cadere la domenica, più le restanti 12 ore non consecutive in un altro giorno feriale.
- Riposo Giornaliero: Sono previste 2 ore di riposo giornaliero non retribuite.
- Ferie: Spettano 26 giorni lavorativi di ferie ogni anno, indipendentemente dall’orario settimanale.
Per le badanti che assistono persone autosufficienti, il contratto prevede anche formule a orario ridotto (part-time), come, ad esempio, 30 ore settimanali articolate tra le 6:00 e le 14:00 o tra le 14:00 e le 22:00.
Retribuzioni Minime e Vitto e Alloggio
Lo stipendio della badante convivente non è libero, ma deve rispettare i minimi retributivi stabiliti dal CCNL, aggiornati ogni anno. Le retribuzioni variano a seconda del Livello di inquadramento, che dipende dal grado di autosufficienza dell’assistito e dalle qualifiche della badante (ad esempio, il Livello CS è per l’assistenza a persone non autosufficienti, il Livello DS se la badante è anche formata).
Come riferimento, per il 2024, un esempio di retribuzione minima mensile (lorda) per una badante convivente non autosufficiente (Livello CS) è di circa € 1.127,04.
Il datore di lavoro ha l’obbligo di fornire vitto e alloggio. Poiché questi sono considerati parte della retribuzione, un valore convenzionale viene calcolato mensilmente per tredicesima, TFR e ferie. Nel 2024, ad esempio, le indennità giornaliere per vitto e alloggio (colazione/pranzo, cena e alloggio) ammontano a circa € 6,52 totali al giorno.
Costo Totale Mensile
Assumere una badante convivente non significa pagare solo lo stipendio. Il costo totale mensile effettivo per la famiglia include:
- Retribuzione (Stipendio Base + Ratei di 13esima, Ferie, TFR maturati)
- Contributi INPS (parte a carico del datore di lavoro)
- Contributi Cas.sa Colf
Per una badante convivente a tempo pieno Livello CS, il costo complessivo per la famiglia si aggira mediamente tra € 1.630 e € 1.750 al mese. È un calcolo complesso che varia, ma tenere a mente questa forbice aiuta a pianificare le spese.
La Gestione INPS: Contributi e Adempimenti
La regolarizzazione del rapporto di lavoro con l’INPS è un passaggio obbligatorio.
Assunzione e Contributi
L’assunzione deve essere comunicata all’INPS almeno 24 ore prima dell’inizio effettivo del lavoro. I contributi previdenziali devono essere versati trimestralmente, utilizzando il modello PagoPA generato sul sito INPS. L’importo si calcola in base all’orario e al livello retributivo.
I contributi previdenziali sono obbligatori e garantiscono alla badante il diritto alla pensione, all’assicurazione contro gli infortuni (INAIL) e alle prestazioni in caso di malattia o maternità.
Agevolazioni Fiscali: Deduzione e Detrazione
Il Fisco italiano offre due importanti agevolazioni per le spese relative alla badante, da non confondere tra loro: la deduzione dei contributi e la detrazione delle spese di assistenza.
1. Deduzione dei Contributi INPS
I contributi previdenziali versati per la badante (la quota a carico del datore di lavoro) sono deducibili dal reddito complessivo.
- Limite: È possibile dedurre i contributi fino a un importo massimo di € 1.549,37 all’anno.
- Come funziona: La deduzione riduce la base imponibile su cui si calcolano le imposte (IRPEF), e si inserisce nel rigo E23 del Modello 730.
2. Detrazione delle Spese per Addetti all’Assistenza
È possibile ottenere una detrazione IRPEF del 19% sulle spese per la retribuzione vera e propria della badante, ma solo a determinate condizioni.
- Requisiti: L’agevolazione spetta solo se l’assistito (o il familiare per cui si sostiene la spesa) è considerato non autosufficiente. La non autosufficienza deve essere certificata da un medico e si verifica quando l’individuo non è in grado di compiere autonomamente atti della vita quotidiana, come assumere alimenti, espletare funzioni fisiologiche, deambulare, o indossare indumenti.
- Limite di Spesa: La detrazione si calcola su una spesa massima di € 2.100 all’anno.
- Limite di Reddito: Il contribuente che richiede la detrazione deve avere un reddito complessivo non superiore a € 40.000.
- Beneficio Massimo: Il risparmio massimo ottenibile è di € 399 (19% di 2.100).
È cruciale conservare tutta la documentazione: ricevute dei pagamenti (con modalità tracciabile) e la Certificazione Unica (CU) rilasciata al lavoratore.
FAQ Badante Convivente
1. Qual è l’orario di lavoro massimo di una badante convivente a tempo pieno?
L’orario massimo stabilito dal Contratto Collettivo Nazionale per il lavoro domestico è di 54 ore settimanali. Questo orario è in genere distribuito su sei giorni, con un giorno e mezzo di riposo. La legge prevede che la badante goda di 36 ore di riposo continuativo ogni settimana, di cui 24 ore devono coincidere con la domenica, salvo diversi accordi scritti.
2. Quali sono i requisiti per poter detrarre le spese della badante nel 730?
Per beneficiare della detrazione IRPEF del 19% sulle spese di assistenza, la condizione fondamentale è che l’assistito sia certificato come non autosufficiente (incapace di svolgere in autonomia alcune attività quotidiane). Inoltre, il reddito complessivo di chi richiede la detrazione non deve superare i € 40.000. La detrazione massima è calcolata su una spesa di € 2.100 annui.
3. I costi per vitto e alloggio della badante influiscono sullo stipendio o sui contributi?
Sì, vitto e alloggio sono considerati parte della retribuzione in natura, anche se non vengono versati direttamente in denaro. Ai fini della tredicesima, TFR e ferie, si utilizza un valore convenzionale giornaliero stabilito dal CCNL (€ 6,52 totali nel 2024). Questo valore viene aggiunto alla retribuzione base per il calcolo di questi istituti, ma l’impatto sui contributi INPS diretti è calcolato in base alle retribuzioni effettive.
