L’usufrutto, un concetto che suona complesso ma che nasconde opportunità fiscali concrete. Calcolarne il valore è fondamentale per non pagare più del dovuto in tasse di successione, donazione o durante la vendita di una nuda proprietà. Il valore dell’usufrutto si determina sottraendo il valore della nuda proprietà dal valore della piena proprietà dell’immobile, utilizzando coefficienti specifici basati sull’età dell’usufruttuario.
Questo calcolo permette di definire con precisione le imposte da versare, evitando errori che potrebbero costare caro. Più anziano è l’usufruttuario, minore sarà il valore dell’usufrutto e, di conseguenza, maggiore quello della nuda proprietà.

Che cos’è esattamente l’usufrutto?
L’usufrutto è un diritto reale di godimento che permette a una persona (l’usufruttuario) di utilizzare e trarre beneficio da un bene di proprietà altrui (il nudo proprietario), senza però poterne alterare la destinazione economica. In parole semplici, chi ha l’usufrutto di una casa può viverci o affittarla, percependone i canoni, ma non può venderla.
- Responsabilità legale dell’usufruttuario sull’immobile
- Se un anziano va in una casa di riposo perde l’usufrutto leggi italiane
- Obblighi Successori in Presenza di un Usufruttuario
Questo diritto è sempre temporaneo: ha una durata massima pari alla vita dell’usufruttuario se è una persona fisica, o di 30 anni se è una persona giuridica.
Perché è così importante calcolarne il valore?
Determinare il valore dell’usufrutto non è un mero esercizio matematico. È un passaggio cruciale in diverse situazioni, con implicazioni economiche e fiscali di rilievo.
- Atti di donazione o compravendita: Quando si vende o si dona solo la nuda proprietà di un immobile, il prezzo di vendita o il valore della donazione si basa proprio sulla differenza tra il valore di mercato dell’immobile e il valore dell’usufrutto che viene mantenuto.
- Successioni: In caso di eredità, il calcolo serve a definire la base imponibile per l’imposta di successione.
- Imposte dirette: Il valore è rilevante ai fini del calcolo delle imposte sui redditi, come l’IRPEF, e per le imposte patrimoniali come l’IMU (che, di norma, è a carico dell’usufruttuario).
Un calcolo errato può portare a una valutazione fiscale scorretta da parte dell’Agenzia delle Entrate, con conseguenti avvisi di accertamento e sanzioni.
Come si calcola il valore dell’usufrutto a vita?
Il calcolo si basa su una formula matematica relativamente semplice, che però richiede dati precisi. La procedura si articola in tre passaggi fondamentali.
1. Stabilire il valore della piena proprietà
Il primo passo consiste nel determinare il valore di mercato dell’immobile, come se fosse libero da qualsiasi vincolo. Questo valore può essere ottenuto tramite una perizia immobiliare professionale o basandosi sulla rendita catastale, rivalutata secondo i coefficienti vigenti. Per gli immobili ad uso abitativo, la base imponibile si calcola moltiplicando la rendita catastale (rivalutata del 5%) per un coefficiente pari a 120.
- Formula:
Valore Piena Proprietà = (Rendita Catastale x 1,05) x 120
2. Trovare il saggio di interesse legale
Il secondo elemento è il saggio di interesse legale, un valore stabilito annualmente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Questo tasso riflette l’andamento economico generale e viene aggiornato con un decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale. È fondamentale utilizzare il saggio in vigore al momento della costituzione dell’usufrutto. Ad esempio, per il 2024 è stato fissato al 2,5%.
3. Applicare i coefficienti ministeriali
Il terzo e ultimo passaggio prevede l’utilizzo di una tabella di coefficienti pubblicata dal MEF. Questi coefficienti sono inversamente proporzionali all’età dell’usufruttuario: più l’età è avanzata, più basso sarà il coefficiente.
La formula per il calcolo finale è:
Valore Usufrutto = Valore Piena Proprietà x Saggio di Interesse Legale x Coefficiente per Età
Esempio pratico:
Immaginiamo di voler calcolare il valore dell’usufrutto di un immobile con un valore di piena proprietà di 200.000 €. L’usufruttuario ha 65 anni e il saggio di interesse legale è del 2,5%.
- Valore Piena Proprietà: 200.000 €
- Saggio di Interesse Legale: 2,5%
- Coefficiente per 65 anni: La tabella ministeriale (aggiornata al 2023, per esempio) associa a questa fascia d’età (da 64 a 66 anni) un coefficiente di 26.
Calcolo:
Valore Usufrutto = 200.000 € x 2,5% x 26 = 130.000 €
Di conseguenza, il valore della nuda proprietà sarà:
Valore Nuda Proprietà = 200.000 € - 130.000 € = 70.000 €
Le imposte sull’atto (donazione, compravendita) saranno calcolate su questi valori ripartiti.
E se l’usufrutto è a tempo determinato?
Esiste anche la possibilità di costituire un usufrutto per una durata prestabilita, slegata dalla vita dell’usufruttuario. In questo caso, il calcolo non si basa sull’età ma su coefficienti specifici legati alla durata residua del diritto. Il valore dell’usufrutto sarà tanto più alto quanto più lunga è la sua durata. Anche in questo caso, è necessario fare riferimento alle tabelle ufficiali fornite dall’Agenzia delle Entrate.
Cosa succede se l’usufrutto è congiunto?
Quando l’usufrutto è intestato a più persone, ad esempio due coniugi, il calcolo si basa sull’età dell’usufruttuario più giovane. Questo perché la durata del diritto si estenderà, con ogni probabilità, fino alla morte del coniuge con l’aspettativa di vita più lunga.
Esiste anche la clausola di accrescimento, in cui alla morte di uno degli usufruttuari, la sua quota va ad accrescere quella del superstite. In questa situazione, il calcolo del valore è più complesso e solitamente richiede l’intervento di un notaio per una valutazione accurata.
Domande Frequenti (FAQ)
Come trovo i coefficienti aggiornati per il calcolo dell’usufrutto? I coefficienti per il calcolo dell’usufrutto e della nuda proprietà sono aggiornati periodicamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e sono reperibili direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate. È cruciale consultare sempre la tabella più recente, poiché i valori variano in base al saggio di interesse legale in vigore.
Chi paga le tasse sull’immobile in caso di usufrutto? Le imposte e le spese ordinarie sono a carico dell’usufruttuario. Questo include l’IMU, la TARI e le spese di manutenzione ordinaria dell’immobile. Il nudo proprietario è invece responsabile per le spese di manutenzione straordinaria, come il rifacimento del tetto o della facciata, e per le imposte patrimoniali sul valore della nuda proprietà.
Il valore dell’usufrutto cambia nel tempo? Sì, il valore dell’usufrutto diminuisce con il passare degli anni, poiché l’aspettativa di vita dell’usufruttuario si riduce. Di conseguenza, il valore della nuda proprietà aumenta progressivamente, fino a raggiungere il valore della piena proprietà all’estinzione dell’usufrutto, che solitamente coincide con la morte dell’usufruttuario.
