L’episodio 7 della seconda stagione di Daredevil: Born Again ha messo di fronte Karen Page e Heather Glenn. Tuttavia, lo scontro tra i due personaggi femminili principali ha sollevato dubbi sulla gestione della loro evoluzione.

Un faccia a faccia atteso, ma controverso
Dopo gli eventi concitati che hanno portato all’arresto di Karen Page, l’episodio 7 introduce un momento di alta tensione: la valutazione psicologica di Karen da parte della dottoressa Heather Glenn. Le premesse per un approfondimento psicologico erano evidenti. Da un lato, Karen, consumata dalla rabbia e dal desiderio di vendetta contro il regime di Fisk; dall’altro, Heather, segnata dal trauma subito a causa di Muse nella prima stagione e convinta che solo l’ordine imposto dal Sindaco possa garantire sicurezza.
Tuttavia, il dialogo prende una piega inaspettata. Invece di esplorare le filosofie opposte sul concetto di giustizia e vigilantismo, la scena scivola in una disputa personale legata al passato sentimentale di entrambe con Matt Murdock.
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Il peso del passato: Matt Murdock al centro di tutto
Il conflitto tra le due donne sembra ridursi a una dinamica da “triangolo amoroso” che molti spettatori hanno trovato anacronistica per il tono maturo della serie.
- Heather Glenn: Ex fiamma di Matt nella prima stagione, ha interrotto la relazione per divergenze profonde sul suo ruolo di vigilante.
- Karen Page: Storica alleata e ora partner di Matt, rientrata a New York dopo un lungo periodo di assenza seguito alla tragica morte di Foggy Nelson.
Il momento culminante, in cui Karen provoca Heather sulla fine del suo rapporto con Matt fino a scatenare una reazione fisica, ha lasciato l’amaro in bocca a parte della critica. L’accusa principale è che, nonostante l’ampio spazio concesso a nuovi personaggi femminili in questa stagione, le loro vite sembrino ancora ruotare esclusivamente attorno alla figura del “Diavolo di Hell’s Kitchen”.
Occasioni mancate e sottotrame politiche
Daredevil: Born Again sta affrontando temi complessi come l’autoritarismo, il fascismo urbano e la corruzione istituzionale. In questo contesto, Heather Glenn rappresenta una figura tragica: isolata, traumatizzata e manipolata da figure ambigue come Buck Cashman.
Karen, di contro, incarna la resistenza emotiva e la fedeltà ai valori legali (nonostante la sua vicinanza ai vigilanti). Il fatto che il loro unico vero confronto si sia risolto in una lite per gelosia è visto come uno spreco di potenziale narrativo, specialmente considerando la profondità dei traumi che entrambi i personaggi portano sulle spalle.
Cosa aspettarsi dai prossimi episodi
Mentre la stagione si avvia verso il finale, restano aperti molti interrogativi sulla gestione dei personaggi secondari. La serie riuscirà a dare a Karen e Heather un’identità che prescinda dal loro legame con Matt? Con la morte di Vanessa Fisk e l’ascesa di nuove minacce, lo spazio per un’evoluzione più autonoma esiste, ma il tempo stringe.
Resta da vedere se il “Tribunale dei Vigilanti” porterà Karen a un nuovo livello di consapevolezza o se resterà intrappolata nel ruolo di ancora emotiva del protagonista.
