Hollywood riparte? A Los Angeles tornano i set, ma la TV è in crisi

Il cuore del cinema mondiale batte di nuovo: i dati di inizio 2026 confermano una ripresa delle riprese a Los Angeles, spinta dai nuovi incentivi fiscali della California. Per gli appassionati di streaming e grandi produzioni, è il segnale che l’industria sta finalmente uscendo dal lungo letargo post-scioperi.


Il cinema accelera, ma il piccolo schermo arranca

Secondo l’ultimo rapporto di FilmLA, i primi tre mesi del 2026 hanno segnato un aumento del 10% dei giorni di ripresa totali rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno. Il dato più sorprendente riguarda il cinema: le produzioni di lungometraggi sono cresciute del 52% su base annua.

Questo balzo in avanti è merito soprattutto della revisione del programma di sussidi della California, che sta spingendo le major a preferire i set locali rispetto alle più economiche location estere come il Regno Unito. Circa un quarto dei film girati in questo periodo ha beneficiato proprio di questi crediti d’imposta.

I grandi titoli tornano a “casa”

Non si tratta solo di numeri, ma di progetti concreti che vedremo presto su piattaforme e nelle sale. Tra i titoli che hanno riportato la vita negli storici studios di Los Angeles troviamo:

  • Behemoth! (Searchlight Pictures)
  • One Attempt Remaining (prossimamente su Netflix)
  • Nightwatching (Amazon MGM Studios)

Nonostante questo ottimismo per il grande schermo, la TV sta vivendo un momento opposto. Il settore televisivo ha registrato un calo del 28% rispetto al trimestre precedente, con i reality show in picchiata libera (-52%). Questo riflette una strategia di “spending review” da parte degli streamer, che producono meno contenuti ma puntano su una qualità più alta.

Perché la ripresa è ancora in salita

Sebbene la sindaca di Los Angeles, Karen Bass, parli di una Hollywood che “sta finalmente svoltando l’angolo”, il confronto con il passato è impietoso. I livelli produttivi attuali restano del 30% inferiori rispetto alla media degli ultimi cinque anni.

Le ragioni di questa lentezza sono molteplici:

  1. Costi del lavoro: In California i sindacati garantiscono tutele e stipendi più alti, ma questo spinge molti studi a cercare alternative low-cost.
  2. Modello streaming: Dopo anni di investimenti folli, colossi come Disney e Netflix cercano ora il profitto, tagliando il numero di serie prodotte (il cosiddetto “unscripted” è calato di un terzo dal 2022).
  3. Concorrenza globale: Molti stati offrono sgravi fiscali anche per gli stipendi degli attori di serie A, un vantaggio che Los Angeles sta cercando faticosamente di colmare con i nuovi incentivi.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Il 2026 si prospetta come l’anno della verità per l’industria dell’intrattenimento. Se il trend del cinema dovesse confermarsi, potremmo assistere a un ritorno massiccio dei grandi franchise tra le strade di L.A., riducendo la dipendenza dalle produzioni europee. Per i fan delle serie TV, invece, la parola d’ordine resta “pazienza”: i cataloghi streaming saranno meno affollati, ma potenzialmente più curati.

By Gino Santonastaso

Segue cinema, serie TV, streaming e cultura pop. Su ItaliaGlobale cura contenuti su piattaforme come Netflix, Prime Video e Disney+, saghe cinematografiche, finali spiegati, personaggi e tendenze dell’intrattenimento digitale.

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