Ritrovarsi tra le persone consigliate il collega appena incrociato a una conferenza, l’ex compagno di scuola o persino il proprietario di casa genera spesso il sospetto che l’applicazione ascolti le conversazioni o tracci gli spostamenti fisici. La realtà tecnica è diversa, ma non per questo meno pervasiva.
I suggerimenti di amicizia di Facebook (la sezione “Persone che potresti conoscere”) si basano su un algoritmo predittivo che incrocia segnali digitali diretti e indiretti: connessioni reciproche (amici in comune), sincronizzazione delle rubriche telefoniche, appartenenza agli stessi gruppi, tag nelle foto e interazioni su profili o pagine simili.

I fattori reali dietro l’algoritmo di “Persone che potresti conoscere”
Meta non rende pubblico l’intero codice del proprio algoritmo di raccomandazione, ma nei documenti ufficiali del Centro assistenza e nei brevetti depositati dall’azienda emergono con chiarezza i parametri determinanti.
Il fattore con il peso specifico più alto è la presenza di amici in comune. Se due profili condividono dieci collegamenti all’interno della stessa rete geografica o professionale, il grafo sociale calcola una probabilità statistica elevata che i due soggetti facciano parte della stessa cerchia offline.
Accanto agli amici condivisi intervengono altri elementi:
- Rubrica telefonica sincronizzata: basta che una sola delle due persone abbia concesso all’app di Facebook o Messenger l’accesso ai contatti dello smartphone contenenti numero di telefono o indirizzo email dell’altra.
- Gruppi e pagine in comune: la partecipazione attiva alle medesime community tematiche o l’interazione ripetuta sotto gli stessi post pubblici.
- Tag e contenuti multimediali: comparire nelle stesse immagini o essere menzionati all’interno degli stessi thread di commenti.
- Reti collegate: informazioni condivise nel profilo, come la stessa scuola, università o azienda nello stesso intervallo temporale.
La geolocalizzazione influenza i suggerimenti?
Per anni è circolato il dubbio che trovarsi nello stesso bar o nello stesso ufficio facesse scattare la proposta di contatto. Nel 2016 Meta ha chiarito pubblicamente di non utilizzare i dati GPS precisi in background per generare suggerimenti di amicizia.
Nella pratica, due persone presenti allo stesso evento finiscono spesso tra i suggerimenti non per via delle coordinate geografiche dello smartphone, ma perché hanno agganciato la stessa rete Wi-Fi pubblica registrata, si sono iscritte all’evento Facebook ufficiale o hanno aggiunto amici comuni durante la serata.
Chi visita il tuo profilo compare tra i suggerimenti?
Questa è l’aspettativa sbagliata più diffusa. Se un utente visita ripetutamente la tua bacheca senza interagire, compare automaticamente nei tuoi suggerimenti?
La posizione ufficiale di Meta è categorica: le semplici visualizzazioni del profilo non alimentano l’elenco di “Persone che potresti conoscere”, né la piattaforma notifica chi guarda le pagine personali.
Tuttavia, esiste un’asimmetria comportamentale che trae in inganno. Chi visita il tuo profilo spesso cerca il tuo nome nella barra di ricerca, clicca su foto in cui sei taggato o ha il tuo numero salvato in rubrica. Sono queste azioni correlate — e non la mera visualizzazione passiva — a inviare segnali all’algoritmo.
Perché compaiono persone che non conosci affatto
Capita di visualizzare profili con cui sembra non esserci alcun punto di contatto: zero amici condivisi, città diverse, interessi opposti. In questi casi intervengono dinamiche meno visibili:
- Catene di contatti indiretti: il suggerimento può derivare da un contatto presente nella rubrica di un tuo amico che ha a sua volta sincronizzato la propria lista con Facebook.
- Account duplicati o bot: profili creati di recente che inviano richieste a tappeto o importano liste massive di contatti per farsi indicizzare rapidamente dal sistema.
- Numeri riciclati: se hai cambiato scheda SIM o numero di cellulare negli ultimi anni, quel recapito potrebbe essere rimasto memorizzato nei telefoni di sconosciuti che in passato conoscevano il vecchio proprietario della linea.
Come limitare o disattivare i suggerimenti indesiderati
Non esiste un interruttore unico che elimini del tutto la funzionalità, ma è possibile ridurne drasticamente l’invasività intervenendo sui permessi e sulla privacy dell’account.
1. Rimuovere l’accesso ai contatti telefonici
È il passaggio più efficace per interrompere le associazioni automatiche:
- Dall’app Facebook, accedi a Menu > Impostazioni e privacy > Impostazioni.
- Apri la sezione Autorizzazioni e seleziona Caricamento dei contatti.
- Disattiva la voce e verifica lo stesso parametro all’interno dell’app Messenger.
- Per eliminare i numeri già caricati sui server, visita lo strumento dedicato di gestione contatti nel Centro assistenza di Meta ed elimina l’archivio pregresso.
2. Limitare chi può inviarti richieste di amicizia
- Vai su Impostazioni > Come le persone possono trovarti e contattarti.
- Alla voce Chi può inviarti richieste di amicizia?, modifica l’opzione da Tutti ad Amici di amici. Questo filtro abbatte le raccomandazioni verso e da profili completamente estranei.
3. Nascondere i singoli profili
Quando compare un nominativo indesiderato nella sezione “Persone che potresti conoscere”, tocca il pulsante Rimuovi accanto al nome. L’algoritmo registra il rifiuto ed evita di riproporre quel profilo specifico per un determinato periodo di tempo.
Domande frequenti
Se cerco qualcuno su Facebook finisco tra i suoi suggerimenti?
Le ricerche nella barra interna possono influenzare i tuoi suggerimenti futuri, ma Meta dichiara che la sola ricerca non inserisce automaticamente il tuo profilo tra i consigliati dell’altra persona, a meno che non subentrino contatti in rubrica o amici in comune.
Posso disattivare completamente la sezione “Persone che potresti conoscere”?
No, non esiste un comando per spegnere del tutto il modulo. Puoi solo nascondere le singole notifiche relative ai suggerimenti e revocare l’accesso alla rubrica per ridurne la frequenza e la pertinenza.
Come fa Facebook a suggerirmi persone che ho solo su WhatsApp?
WhatsApp e Facebook fanno capo alla stessa infrastruttura Meta. Sebbene le chat rimangano crittografate end-to-end, i numeri salvati nella rubrica del telefono e condivisi con l’ecosistema dell’app vengono incrociati a livello di account unificati.
Gestire periodicamente la lista dei contatti sincronizzati nel proprio Centro gestione account Meta e verificare i permessi concessi alle applicazioni mobili evita che connessioni professionali o occasionali si trasformino automaticamente in raccomandazioni pubbliche indesiderate. Per approfondire le policy ufficiali sul trattamento dei grafi relazionali, è possibile consultare direttamente le linee guida del Centro assistenza Meta dedicate a “Persone che potresti conoscere”.

