C’era un tempo in cui Hollywood guardava ai creator di YouTube con una punta di snobismo, considerandoli confinati agli schermi degli smartphone. Quel tempo è finito: una nuova generazione di registi under 30 sta dimostrando che le community digitali non solo amano il cinema, ma possono persino salvare il botteghino.

Negli Stati Uniti, due pellicole nate dal talento di giovani YouTuber hanno letteralmente surclassato la concorrenza dei grandi franchise multimilionari, incassando cifre record e scatenando un dibattito globale sul futuro dell’intrattenimento.
Il fenomeno globale di Backrooms e Obsession
Il caso più eclatante è senza dubbio quello di Backrooms, lungometraggio d’esordio del ventunenne Kane Parsons (noto online come @KanePixels). Partito da una serie di cortometraggi virali in formato found footage basati sulla celebre “creepypasta” degli uffici vuoti e labirintici, il film è stato prodotto dalla prestigiosa casa cinematografica A24. Il risultato? Oltre 200 milioni di dollari incassati a livello globale, diventando il più grande successo della storia dello studio.
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Parallelamente, il ventiseienne Curry Barker ha sconvolto il mercato con Obsession, un thriller psicologico che trasforma il classico cliché del “desiderio espresso male” in un incubo claustrofobico. Acquistato da Focus Features per 15 milioni di dollari dopo il debutto al Toronto International Film Festival, il film ha vissuto un incredibile e rarissimo incremento degli incassi del 40% nel suo secondo weekend di programmazione, trainato esclusivamente dal passaparola organico sui social media.
Dallo smartphone alla sala: l’algoritmo del terrore
Questo successo non è un caso isolato, ma l’apice di un’ondata creativa che ha radici profonde nelle dinamiche di internet. Prima di Parsons e Barker, i gemelli australiani Danny e Michael Philippou (il canale RackaRacka) avevano già stupito il mondo con Talk to Me nel 2022, così come Markiplier ha recentemente trasformato il suo Iron Lung in un trionfo di redditività.
I giovani registi della Gen Z utilizzano software accessibili come Blender e parlano lo stesso linguaggio visivo del loro pubblico. Non hanno bisogno dei tradizionali canali di marketing di Hollywood perché possiedono già una linea diretta con milioni di spettatori. Questa familiarità si traduce in biglietti venduti quando i film arrivano nelle sale cinematografiche reali, specialmente in concomitanza con la fine delle sessioni di esami universitari.
Cosa cambia per il pubblico e il cinema in Italia
L’eco di questa rivoluzione cinematografica è destinata a farsi sentire con forza anche in Italia. Il pubblico italiano della Gen Z e dei Millennials è storicamente tra i più attivi sulle piattaforme di streaming e sui canali di creepypasta e gaming, comparti da cui queste storie traggono linfa vitale.
Nelle sale italiane, l’horror indipendente e psicologico (come dimostrato dai passati successi proprio di A24) gode di uno zoccolo duro di appassionati stanchi dei soliti reboot e franchise saturi. Il trionfo di Backrooms e Obsession dimostra agli esercenti e ai distributori di casa nostra che esiste una domanda reale per un terrore più minimale, psicologico e vicino ai linguaggi del web. Resta da vedere come le distribuzioni italiane calendarizzeranno queste uscite per intercettare al meglio la community locale, affamata di novità che vadano oltre i classici blockbuster estivi.

