IT: Welcome to Derry, il finale spiegato: Pennywise, il cameo finale e cosa cambia per la saga

Se siete arrivati fin qui è perché l’ottavo episodio vi ha lasciato con più domande che risposte, e la scena post-credit vi ha fatto tornare indietro nella sedia. Normale: è probabilmente il finale di stagione più fitto di implicazioni che HBO abbia scritto per questo franchise da IT – Capitolo Due in poi.

Risposta diretta: nel finale di Welcome to Derry i superstiti intrappolano di nuovo Pennywise per altri 27 anni, chiudendo l’ultimo frammento a stella nell’albero sacro. Nella scena post-credit, nel 1988 a Juniper Hill, un’anziana Ingrid Kersh ripete a una giovane Beverly Marsh la stessa frase su Derry che dirà da adulta in IT – Capitolo Due.

Cosa succede nell’episodio finale, punto per punto

L’ottavo episodio, quello che chiude la stagione ambientata nel 1962, parte da un guaio innescato in casa Shaw. Il generale Francis Shaw, ossessionato dal suo Project Precept, manda all’aria il sigillo che teneva Pennywise chiuso rompendo uno dei frammenti a forma di stella. Risultato: il pagliaccio è di nuovo libero, e Derry si ritrova avvolta da una nebbia fuori stagione, con la neve che cade a inizio autunno come se il tempo stesso si fosse inceppato.

Da lì in poi la struttura è quella classica del finale di IT: Pennywise prova a portarsi via più bambini possibile, in una specie di versione horror del pifferaio magico, puntando dritto sulla scuola. I superstiti del gruppo — Lilly Bainbridge, Ronnie Grogan, Marge Truman e Will Hanlon — si uniscono agli adulti per fermarlo un’altra volta. Un dettaglio che chi segue la saga da anni nota subito: la serie non prova a reinventare la meccanica del sigillo, la riprende quasi identica al romanzo, e fa bene, perché è quella meccanica a reggere tutta la mitologia di Derry.

Come viene intrappolato Pennywise (di nuovo)

Qui la serie si gioca la carta più riuscita della stagione, secondo me: Dick Hallorann. Il personaggio, che ritroveremo decenni dopo come cuoco dell’Overlook Hotel in Shining, beve un infuso a base di radice di Maturin — sì, lo stesso nome che i lettori di King riconoscono dalla Torre Nera — e usa il suo “shining” per intrappolare Pennywise in un’illusione. Per qualche minuto il mostro si crede di nuovo Bob Gray, il ciarlatano del circo che era prima di diventare quello che è: un blocco temporaneo, ma sufficiente.

Mentre Pennywise è distratto, i ragazzi raggiungono il lago ghiacciato e inseriscono l’ultimo frammento a stella sull’albero che li custodisce tutti, richiudendo la trappola per un altro ciclo di 27 anni. Non è un finale che sorprende per originalità — chi conosce il libro sa già che il sigillo va e viene con quella cadenza — ma la messa in scena, con il fantasma di Rich Santos che torna per un’ultima mano ai suoi amici, funziona meglio sullo schermo di quanto sembri sulla carta.

Chi muore e chi sopravvive

Il conto delle vittime in questa stagione non è leggero, ed è uno dei punti dove la serie si distingue davvero dai film: qui la posta in gioco tocca anche gli adulti, non solo il gruppo di ragazzini.

Rich Santos non arriva vivo al finale: muore nel penultimo episodio cercando di salvare Marge durante l’incendio al Black Spot, e il suo spirito compare nell’ultima puntata per aiutare gli amici rimasti. Il generale Shaw, che di fatto ha causato lui stesso il disastro liberando Pennywise, finisce per diventarne preda — una punizione quasi narrativamente inevitabile, il classico prezzo che paga chi tocca cose più grandi di lui. Sopravvivono invece Lilly, Ronnie, Marge e Will tra i ragazzi, e sul fronte adulti Leroy Hanlon, Charlotte Hanlon, Rose e lo stesso Hallorann.

Il colpo di scena su Marge e il futuro Richie Tozier

Questo è il momento che ha fatto più rumore online, e a ragione. Pennywise, prima di essere risigillato, rivela a Marge che per lui passato, presente e futuro non sono in fila: accadono insieme. Le mostra un’immagine del figlio che avrà — un bambino che nel corso della saga conosceremo come Richie Tozier, membro del Club dei Perdenti che nel 1989 (e poi da adulto nel 2016) contribuirà a sconfiggere Pennywise per l’ultima volta.

È un dettaglio che dipende molto da quanto uno conosce già la cronologia dei film: se avete visto solo Welcome to Derry, la rivelazione resta comunque potente da sola, ma acquista un peso completamente diverso se sapete già chi è Tozier da adulto. È il tipo di easter egg che funziona su due livelli, ed è raro trovarne uno scritto così bene senza che sembri un riferimento buttato lì per far contenti i fan.

La scena post-credit: chi è la donna di Juniper Hill

La scena dopo i titoli di coda salta al 1988, un anno prima degli eventi del film IT del 2017, dentro il manicomio di Juniper Hill. Qui ritroviamo Ingrid Kersh — nella stagione 1962 interpretata da Madeleine Stowe sotto lo pseudonimo di Periwinkle, mentre nella scena finale è un’attrice diversa, Joan Gregson, a riprendere lo stesso ruolo che aveva già interpretato in IT – Capitolo Due.

Kersh assiste alla morte della madre di una giovanissima Beverly Marsh e le ripete la frase che pronuncerà di nuovo, decenni più tardi, alla Beverly adulta interpretata da Jessica Chastain: che a Derry nessuno muore davvero del tutto. La scena si chiude su un sorriso che non è propriamente il suo — un dettaglio che diversi commentatori hanno letto come un’indicazione che a parlare, in quel momento, sia Pennywise stesso attraverso di lei. Su questo punto specifico le fonti non sono del tutto unanimi: alcune lo trattano come certezza narrativa, altre come suggestione volutamente ambigua, e onestamente la messa in scena lascia margine a entrambe le letture.

Cosa significa per la stagione 2 (e per il resto della saga)

Il co-creatore Jason Fuchs e Andy Muschietti hanno parlato apertamente del fatto che Pennywise “non sa cosa siano il prima e il dopo” nel senso in cui lo intendiamo noi: conosce già come morirà, e questo apre alla possibilità — solo accennata per ora — che provi a tornare indietro nel tempo per eliminare gli antenati dei futuri membri del Club dei Perdenti prima ancora che nascano. È un’idea ambiziosa, e se la serie riesce a portarla avanti senza intrappolarsi in paradossi temporali insostenibili sarà un bel salto di qualità rispetto ai film.

A marzo 2026 i creatori hanno confermato che una seconda stagione “si farà”, anche se il rinnovo formale non era ancora arrivato a quel punto. La stagione 2 dovrebbe spostarsi al 1935 e concentrarsi sulla strage della Bradley Gang, uno degli episodi di violenza storica di Derry citati nel romanzo originale di King. Meglio aspettare l’annuncio ufficiale di HBO prima di segnarsi una data sul calendario: su produzioni di questo tipo i tempi slittano quasi sempre di qualche mese.

Domande frequenti

Pennywise muore alla fine della stagione 1? No. Viene intrappolato di nuovo per un altro ciclo di 27 anni grazie al frammento a stella incastrato nell’albero sacro, ma resta vivo — cosa che sappiamo già dai romanzi e dai film successivi ambientati nel 1989 e nel 2016.

Chi è la donna anziana nella scena dopo i titoli di coda? È Ingrid Kersh, la stessa Mrs. Kersh che compare in IT – Capitolo Due. Nel 1988 assiste alla morte della madre di Beverly Marsh a Juniper Hill e le ripete la celebre frase su Derry dove nessuno muore davvero.

Marge è davvero la madre di Richie Tozier? Sì, è quello che rivela Pennywise stesso nel finale, mostrandole un’immagine del figlio che avrà. È uno dei collegamenti più diretti che la serie stabilisce con il Club dei Perdenti dei film.

Ci sarà una stagione 2 di Welcome to Derry? I creatori hanno confermato che è in lavorazione, ambientata nel 1935 attorno alla strage della Bradley Gang, ma al momento della stesura di questo articolo il rinnovo ufficiale non risultava ancora annunciato da HBO.

Bisogna aver visto i film di IT per capire il finale? Non è obbligatorio, la trama della stagione si regge da sola, ma alcuni riferimenti — su tutti quello a Richie Tozier e alla frase di Mrs. Kersh — acquistano molto più peso se conoscete già IT – Capitolo Uno e Due.


Quello che resta, chiudendo la stagione, è la sensazione che Welcome to Derry stia costruendo qualcosa di più ambizioso di un semplice prequel: una mitologia che si muove avanti e indietro nel tempo tanto quanto il suo mostro. Se funzionerà lo si vedrà solo con la stagione 2.

Sources:

By Gino Santonastaso

Segue cinema, serie TV, streaming e cultura pop. Su ItaliaGlobale cura contenuti su piattaforme come Netflix, Prime Video e Disney+, saghe cinematografiche, finali spiegati, personaggi e tendenze dell’intrattenimento digitale.

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