Quanti giorni ha tempo l’assistente sociale per la relazione?

Non esiste un numero di giorni valido in ogni situazione. Se la relazione dell’assistente sociale è stata richiesta da un giudice nell’ambito di un procedimento che riguarda un minore, il termine per depositarla viene stabilito dal giudice stesso. La legge, quindi, non prevede in generale una scadenza unica di 30, 60 o 90 giorni applicabile automaticamente a tutte le relazioni.

L’articolo 473-bis.27 del Codice di procedura civile stabilisce infatti che, quando il giudice dispone l’intervento dei servizi sociali o sanitari nei procedimenti a tutela dei minori, deve indicare l’attività richiesta e fissare i termini entro i quali i servizi devono depositare la relazione periodica.

Per sapere quanti giorni ha effettivamente l’assistente sociale nel proprio caso bisogna quindi controllare il decreto, l’ordinanza o il provvedimento con cui il giudice ha incaricato i servizi sociali. È lì che normalmente si trova la data o il termine da rispettare.

Quanto tempo hanno i servizi sociali per fare una relazione?

La risposta dipende innanzitutto dal motivo per cui la relazione viene richiesta.

Nel caso dei procedimenti giudiziari riguardanti i minori, il Codice di procedura civile non stabilisce una durata standard dell’indagine sociale. È il giudice a definire l’incarico e i relativi termini. L’articolo 473-bis.27 prevede espressamente che il giudice specifichi l’attività affidata ai servizi e stabilisca quando debbano essere depositate le relazioni.

Questo significa che due procedimenti apparentemente simili possono avere tempistiche differenti.

Il servizio sociale potrebbe, per esempio, dover svolgere diversi incontri con i genitori, effettuare colloqui, acquisire informazioni utili o osservare nel tempo la situazione familiare. In altri casi l’incarico può essere più circoscritto.

Per questo motivo non è corretto sostenere che l’assistente sociale abbia sempre un determinato numero di giorni per concludere la relazione.

Dove si trova la scadenza della relazione dell’assistente sociale?

Quando l’intervento dei servizi sociali nasce da un procedimento giudiziario, il documento più importante da controllare è il provvedimento del giudice.

Potrebbero comparire formule come:

  • deposito della relazione entro una determinata data;
  • relazione da trasmettere prima della successiva udienza;
  • relazioni periodiche con una determinata cadenza;
  • aggiornamento della situazione entro il termine stabilito dal tribunale.

La normativa consente infatti al giudice di fissare anche termini relativi a relazioni periodiche, perché in alcuni procedimenti non è sufficiente fotografare una situazione in un singolo momento: può essere necessario seguirne l’evoluzione.

È quindi molto più utile cercare nel provvedimento una data concreta anziché affidarsi a indicazioni generiche trovate online, come “30 giorni” o “90 giorni”.

Cosa succede se l’assistente sociale non presenta la relazione in tempo?

Un ritardo non significa automaticamente che la relazione non possa più essere depositata o che il procedimento venga annullato.

Il termine è però rilevante perché la relazione può servire al giudice per prendere decisioni sulla situazione del minore e della famiglia. La normativa attribuisce infatti proprio al giudice il compito di stabilire sia l’attività affidata ai servizi sia i tempi entro i quali devono riferire.

Se la data indicata nel provvedimento è già trascorsa e la relazione non risulta depositata, chi è parte del procedimento può rivolgersi al proprio avvocato per verificare lo stato del fascicolo e valutare se sia opportuno segnalare o sollecitare il mancato deposito.

È importante distinguere inoltre tra ritardo dell’assistente sociale incaricato e tempi complessivi del servizio. La relazione può infatti derivare dall’attività di un’équipe o di più operatori e non necessariamente dal lavoro di una sola persona.

Si può leggere la relazione dei servizi sociali?

Nei procedimenti a tutela dei minori disciplinati dall’articolo 473-bis.27 c.p.c., la legge prevede che le parti possano prendere visione ed estrarre copia delle relazioni e degli accertamenti trasmessi all’autorità giudiziaria, salvo i casi in cui una diversa disposizione di legge stabilisca diversamente.

La norma stabilisce anche criteri precisi sul contenuto delle relazioni. Devono essere tenuti distinti i fatti accertati, le dichiarazioni rese dalle parti o da altre persone e le valutazioni formulate dagli operatori. Quando le valutazioni riguardano profili della personalità, devono inoltre basarsi su dati oggettivi e su metodologie riconosciute.

Questo aspetto è importante perché la relazione dei servizi sociali può avere un peso significativo nella ricostruzione della situazione familiare, ma non deve confondere fatti, dichiarazioni raccolte e valutazioni professionali.

Il termine è sempre deciso dal giudice?

No. La risposta cambia se si parla di una relazione predisposta dai servizi sociali al di fuori di uno specifico incarico giudiziario.

I servizi sociali operano infatti in molti contesti diversi e possono redigere documentazione per finalità differenti. In questi casi possono entrare in gioco procedure amministrative, disposizioni specifiche, regolamenti dell’ente o caratteristiche del singolo intervento.

Per questo la domanda “quanti giorni ha tempo l’assistente sociale per la relazione?” non può avere una risposta universale senza conoscere il contesto.

Se però si tratta della classica relazione richiesta dal tribunale nell’ambito di un procedimento familiare o a tutela di un minore, il punto di riferimento è chiaro: bisogna verificare il termine stabilito dal giudice nel provvedimento, come previsto dall’articolo 473-bis.27 c.p.c.

Domande frequenti

L’assistente sociale ha 30 giorni per fare la relazione?

Non necessariamente. Non esiste una regola generale secondo cui tutte le relazioni dei servizi sociali debbano essere depositate entro 30 giorni. Nei procedimenti a tutela dei minori è il giudice a fissare il termine.

I servizi sociali possono consegnare la relazione dopo la scadenza?

Può verificarsi un deposito tardivo, ma le conseguenze dipendono dal procedimento e dalle decisioni del giudice. Se il termine è scaduto, è opportuno verificare tramite il proprio legale se la relazione sia stata depositata e quale sia lo stato del procedimento.

Come faccio a sapere quando scade il termine?

Bisogna controllare il provvedimento con cui il tribunale ha incaricato i servizi sociali. Può contenere una data precisa oppure stabilire una cadenza per le relazioni periodiche.

Posso avere una copia della relazione?

Nei procedimenti disciplinati dall’articolo 473-bis.27 c.p.c., le parti possono prendere visione ed estrarre copia delle relazioni e degli accertamenti trasmessi all’autorità giudiziaria, salvo diverse disposizioni di legge.

In conclusione

Non esiste quindi un numero fisso di giorni valido per ogni relazione dell’assistente sociale. Se l’incarico proviene dal giudice in un procedimento a tutela di un minore, è il provvedimento giudiziario a stabilire la scadenza. La prima cosa da fare è controllare proprio quel documento.

By Antonio Capobianco

Antonio Capobianco segue tecnologia consumer, app, intelligenza artificiale, sicurezza online e strumenti digitali. Su ItaliaGlobale cura notizie tech, guide pratiche e approfondimenti su piattaforme, servizi online e vita digitale.

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