polline

Allergie peggiorate? Il cambiamento climatico sta allungando la stagione dei pollini, lo confermano gli esperti

Allergie peggiorate? Il cambiamento climatico sta allungando la stagione dei pollini, lo confermano gli esperti

Se quest’anno le tue allergie stagionali sembrano più intense del solito — con starnuti continui, occhi irritati e naso che cola — sappi che non sei solo, e non è solo una sensazione. Secondo un crescente numero di esperti in allergologia e climatologia, il cambiamento climatico sta alterando drasticamente i cicli di impollinazione, aggravando i sintomi delle allergie in tutto il mondo. Il legame tra clima e allergie: cosa dicono gli scienziati? Studi recenti, compresi quelli pubblicati dall’American Academy of Allergy, Asthma & Immunology (AAAAI), confermano che temperature più elevate e inverni più miti stanno anticipando e prolungando la stagione…
Leggi
Allergie primaverili: come prevenire e alleviare i sintomi durante la stagione dei fiori

Allergie primaverili: come prevenire e alleviare i sintomi durante la stagione dei fiori

L'arrivo della primavera è un momento atteso da molti, ma per molti altri significa il ritorno dei fastidiosi sintomi delle allergie primaverili. Secondo l'American College of Allergy, Asthma, and Immunology (ACAAI), circa il 30% degli adulti e il 40% dei bambini soffrono di allergie primaverili, anche chiamate febbre da fieno. Se sei una di queste persone, è importante iniziare a prendere sul serio le tue allergie primaverili per minimizzare i sintomi e migliorare la tua qualità di vita durante la stagione primaverile. Allergie primaverili come prevenire e alleviare i sintomi (Foto@Pixabay) Le allergie primaverili sono causate principalmente dalla presenza di…
Leggi
Polline e cambiamenti climatici aumentano rischio coronavirus

Polline e cambiamenti climatici aumentano rischio coronavirus

I cambiamenti climatici ed il polline sono terreno fertile per le infezioni da coronavirus. Maggiore è la quantità di polline nell'aria, maggiore è il numero di infezioni da coronavirus. Questa è la conclusione raggiunta da un team di ricercatori del Leiden University Medical Center (LUMC), dell'ospedale Elkerliek di Helmond e dell'Università di Wageningen. Si sospettava già che altri modi di inquinamento atmosferico e la presenza di particolato nell'aria, così come l'umidità nelle case, potessero anche contribuire alla velocità con cui il coronavirus si diffonde tra le persone. Nella rivista scientifica PNAS, i ricercatori scrivono sulla relazione tra la quantità di…
Leggi