Allergie peggiorate? Il cambiamento climatico sta allungando la stagione dei pollini, lo confermano gli esperti

Il cambiamento climatico sta allungando la stagione dei pollini

Se quest’anno le tue allergie stagionali sembrano più intense del solito — con starnuti continui, occhi irritati e naso che cola — sappi che non sei solo, e non è solo una sensazione. Secondo un crescente numero di esperti in allergologia e climatologia, il cambiamento climatico sta alterando drasticamente i cicli di impollinazione, aggravando i sintomi delle allergie in tutto il mondo.

Il cambiamento climatico sta allungando la stagione dei pollini

Il legame tra clima e allergie: cosa dicono gli scienziati?

Studi recenti, compresi quelli pubblicati dall’American Academy of Allergy, Asthma & Immunology (AAAAI), confermano che temperature più elevate e inverni più miti stanno anticipando e prolungando la stagione dei pollini. Le piante — dagli alberi come querce, aceri e pini fino alle graminacee — rilasciano più polline per periodi più lunghi, mettendo a dura prova chi soffre di rinite allergica, nota anche come febbre da fieno, una condizione che colpisce tra il 10% e il 30% della popolazione mondiale.

Il Dr. Ron Saff, allergologo e professore associato di medicina clinica presso la Florida State University, ha dichiarato a Yahoo News che il polline oggi può essere visto come una sorta di “piccola palla di cannone”: trasportato dal vento, invade occhi, naso e gola, provocando reazioni immunitarie intense come starnuti, prurito e lacrimazione.

Perché peggiorano i sintomi?

La combinazione tra impollinazione anticipata e prolungata genera una maggiore esposizione al polline. Secondo Thomas Ogren, orticoltore ed esperto di piante allergeniche, il cambiamento climatico sta rendendo alcune specie più aggressive: alcune piante come il ginepro possono fiorire più volte all’anno, mentre altre prolungano la fioritura, allungando la stagione delle allergie anche di 5-7 settimane.

A peggiorare ulteriormente la situazione nelle aree urbane, c’è la combinazione tra polline e inquinamento atmosferico. Le particelle inquinanti interagiscono con i granuli pollinici, frammentandoli in particelle microscopiche che penetrano più in profondità nei polmoni, aumentando il rischio di asma e altre complicazioni respiratorie.

Come proteggersi: consigli pratici dagli esperti

Nonostante non sia possibile controllare direttamente i cambiamenti climatici, ci sono alcune buone pratiche per ridurre l’esposizione al polline:

  • Evitare le uscite nelle prime ore del mattino, quando la concentrazione di polline è più alta.
  • Chiudere le finestre durante le giornate ventose o in piena fioritura.
  • Cambiare subito i vestiti al rientro in casa, per evitare di portare il polline all’interno.
  • Utilizzare filtri HEPA in casa e in auto.
  • Monitorare i bollettini pollinici locali, disponibili anche tramite app dedicate.

La Dott.ssa Purvi Parikh dell’Allergy and Asthma Network e la Dott.ssa Tania Elliott di Nectar Allergy sottolineano l’importanza di uno stile di vita preventivo e, quando necessario, l’utilizzo di farmaci antistaminici sotto supervisione medica.

By Antonio Capobianco

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