L’usufrutto vitalizio è regolato dal Codice Civile (artt. 978-1020) e garantisce all’usufruttuario il diritto di godere di un bene senza poterne disporre definitivamente. Può essere costituito per:
- Contratto tra le parti
- Testamento, come disposizione ereditaria
- Usucapione, quando l’usufrutto è esercitato per un lungo periodo senza opposizioni
Alla morte dell’usufruttuario, il diritto di usufrutto si estingue e il nudo proprietario diventa pieno proprietario del bene.

2. Tassazione dell’Usufrutto Vitalizio: Quali Imposte si Pagano?
A seconda delle circostanze, la tassazione dell’usufrutto vitalizio può prevedere diverse imposte:
- Responsabilità legale dell’usufruttuario sull’immobile
- Se un anziano va in una casa di riposo perde l’usufrutto leggi italiane
- Obblighi Successori in Presenza di un Usufruttuario
2.1. Imposta di Registro, Ipotecaria e Catastale
Se l’usufrutto viene costituito per atto notarile (vendita, donazione, testamento), è soggetto a:
- Imposta di registro (2% del valore dell’usufrutto)
- Imposta ipotecaria (2% del valore dell’usufrutto)
- Imposta catastale (1% del valore dell’usufrutto)
Eccezione: Se il trasferimento dell’usufrutto avviene tra parenti in linea retta (genitori-figli), le imposte possono essere ridotte o esentate in alcuni casi.
2.2. Imposta di Successione e Donazione
Se l’usufrutto vitalizio è trasferito per donazione o successione, si applicano le seguenti aliquote, calcolate in base al valore catastale dell’immobile:
| Grado di Parentela | Aliquota | Franchigia (esente da imposta) |
|---|---|---|
| Coniuge e figli | 4% | 1.000.000 € |
| Fratelli e sorelle | 6% | 100.000 € |
| Altri parenti fino al 4° grado | 6% | Nessuna franchigia |
| Altri soggetti | 8% | Nessuna franchigia |
Esempio: Se un padre lascia in usufrutto un immobile del valore di 300.000 € al figlio, non si pagano imposte perché rientra nella franchigia di 1.000.000 €.
2.3. Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF)
Se l’usufruttuario concede in locazione l’immobile, i canoni di affitto percepiti sono considerati reddito da fabbricati e tassati secondo l’aliquota IRPEF progressiva o con la cedolare secca (21% o 10%).
Chi paga l’IMU e la TARI?
- L’IMU è a carico dell’usufruttuario
- La TARI è dovuta da chi utilizza l’immobile (usufruttuario o inquilino)
3. Come si Calcola il Valore dell’Usufrutto Vitalizio?
Il valore dell’usufrutto dipende dall’età dell’usufruttuario al momento della costituzione. L’Agenzia delle Entrate utilizza dei coefficienti aggiornati periodicamente in base al tasso legale di interesse.
Ecco una tabella indicativa dei coefficienti di usufrutto in base all’età dell’usufruttuario:
| Età Usufruttuario | Percentuale del valore dell’immobile |
|---|---|
| Fino a 20 anni | 95% |
| 30 anni | 90% |
| 40 anni | 80% |
| 50 anni | 70% |
| 60 anni | 60% |
| 70 anni | 50% |
| 80 anni | 30% |
| Oltre 90 anni | 10% |
Esempio pratico:
Se un sessantenne ottiene un usufrutto su un immobile dal valore di 200.000 €, il valore dell’usufrutto sarà:
200.000 € × 60% = 120.000 €
4. Come Evitare la Doppia Tassazione sull’Usufrutto?
Per ridurre la tassazione sull’usufrutto vitalizio, si possono adottare alcune strategie legali:
- Costituzione diretta della nuda proprietà con riserva di usufrutto: evita il pagamento delle imposte al momento del decesso.
- Patti di famiglia: strumento utile per il passaggio generazionale evitando imposte aggiuntive.
- Donazione con usufrutto: permette di trasferire la nuda proprietà riducendo la base imponibile.
L’usufrutto vitalizio è un istituto molto usato in Italia per gestire il passaggio generazionale dei beni, ma comporta una serie di imposte e obblighi fiscali. È importante conoscere bene la normativa per evitare costi imprevisti e ottimizzare la tassazione.
Per una corretta gestione fiscale, si consiglia di consultare un notaio o un commercialista, che potrà valutare il caso specifico e suggerire la soluzione più vantaggiosa.