Anche in Italia si avvicina il traguardo della legge sulle Unioni Civili.
Era ora, perché se non eravamo rimasti gli ultimi, ci eravamo andati vicini. Oggi bel dibattito al Senato, peraltro, dove, tranne qualche intemperanza di troppo del solito ultras cattolico, gli interventi sono stati in gran parte adeguati e di ottimo livello.
Si sono confrontate due idee, due modi diversi di intendere lo Stato, la religione, la civiltà. E soprattutto da una parte un modo di vedere le cose laico, aperto, dinamico evolutivo. D
all’altra parte la conservazione, l’adeguarsi a una visione, più che della società, ideologico-cristiana.
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Anche se, pure da questo punto di vista nazioni cattoliche per eccellenza come Brasile, Argentina, Uruguay, avevano già garantito da qualche tempo una normazione adeguata sulle unioni civili.
Oltre, ovviamente, ad altre tredici nazioni europee che, evidentemente, sono ben più civili e lungimiranti di noi.
Ma era stata la stessa Corte Europea dei diritti dell’uomo a farsi portavoce della necessità della garanzia del riconoscimento di legge a coppie dello stesso sesso.
E in tal senso si è mosso anche il Segretario Generale del Consiglio d’Europa, che, con un tweet d’incoraggiamento, ha invitato l’Italia a compiere l’ultimo metro in Parlamento.

Anche in Italia si avvicina il traguardo della legge sulle Unioni Civili.