Come si dichiara un usufrutto nel 730

Una persona seduta a una scrivania illuminata da una lampada

Ah, il Modello 730! Ogni anno, puntuale come le zanzare d’estate, si ripresenta l’appuntamento con la dichiarazione dei redditi. E se già di per sé non è proprio una passeggiata, la faccenda può farsi un po’ più “pepata” quando c’è di mezzo un usufrutto. Non ti preoccupare, è una situazione comune, e se ti senti un po’ perso, credimi, non sei l’unico. Ma andiamo con calma, perché dichiarare un usufrutto nel 730 non è poi così spaventoso come sembra. Anzi, con qualche dritta, vedrai che sarà tutto più chiaro.

Una persona seduta a una scrivania illuminata da una lampada

Usufrutto: Un Breve Ripasso per Non Sbagliare Strada

Prima di addentrarci nei meandri del 730, facciamo un piccolo ripasso. Cos’è l’usufrutto? Semplice: è il diritto di usare un bene (nella maggior parte dei casi, una casa, ma non solo) e di percepirne i frutti, pur non essendone il proprietario. Il vero proprietario, quello che ha la “nuda proprietà”, c’è, ma non può godere del bene finché tu, usufruttuario, ci sei. Un po’ come avere le chiavi di una bellissima villa per viverci e magari affittare una stanza, mentre il padrone di casa “formale” aspetta il suo turno.

Questo diritto può nascere in tanti modi: magari è stato un nonno generoso che ha lasciato l’usufrutto della casa ai nipoti, o è il frutto di un accordo in famiglia. L’importante è capire che, anche se non sei il proprietario “pieno”, per il fisco sei tu quello che ci vive e ne gode i benefici. E quindi, sì, devi dichiararlo.


Il 730: Dove Mettere le Mani (e i Dati)

Ora, veniamo al dunque: come si dichiara un usufrutto nel Modello 730? La chiave di volta è la sezione dedicata ai redditi dei fabbricati. Non cercare caselle strane o dedicate specificamente all’usufrutto, perché non le troverai. Devi ragionare come se fossi il proprietario di quell’immobile, almeno per quanto riguarda la sua destinazione e l’eventuale reddito che ne deriva.

Parliamo della Sezione II del Quadro B. È qui che devi inserire i dati del tuo immobile in usufrutto.

Fabbricato in Usufrutto: Occhio alla Destinazione!

La prima cosa da fare è identificare l’immobile. Ogni rigo del Quadro B rappresenta un fabbricato. Per il tuo usufrutto, dovrai compilare la casella “Utilizzo” con il codice che indica la sua destinazione. Ad esempio:

  • Codice 1: se è la tua abitazione principale (quella in cui hai la residenza e ci vivi per la maggior parte del tempo).
  • Codice 2: se l’immobile è a tua disposizione, ma non è l’abitazione principale. Magari una seconda casa al mare o in montagna.
  • Codice 3: se è affittato con contratto a canone concordato.
  • Codice 4: se è affittato con contratto a canone libero.

Capito il concetto? Devi indicare come stai effettivamente usando quell’immobile. Onestamente, è un po’ come compilare la scheda anagrafica della tua casa per il fisco.

Il Reddito Imponibile: Non Ti Scurire, È Più Facile di Quanto Pensi

Bene, dopo aver indicato l’utilizzo, arriva la parte del reddito. Se la casa è la tua abitazione principale (con le dovute pertinenze, ovviamente), tranquillo: non genera reddito imponibile per l’IRPEF. Questo significa che, a meno di casi particolari, non dovrai pagarci le tasse. Una bella notizia, no?

Se invece l’immobile in usufrutto non è la tua abitazione principale, o è affittato, allora sì, genera un reddito. Questo reddito non è altro che la rendita catastale (rivalutata del 5%) se non è affittato. Se invece è locato, il reddito è quello che percepisci dall’affitto. Ti sembrano numeri e calcoli complessi? Non preoccuparti, il software del 730 precompilato o il tuo commercialista faranno la maggior parte del lavoro sporco. Tu devi solo inserire i dati giusti.


Rendita Catastale: Il Tuo Punto di Partenza (e Dove Trovarla)

Per compilare il Quadro B ti servirà la rendita catastale dell’immobile. Dove la trovi?

  1. Visura Catastale: è il documento ufficiale. Puoi richiederla online sul sito dell’Agenzia delle Entrate (anche se a volte è un po’ macchinoso, lo ammetto) o tramite professionisti abilitati.
  2. Rendita Precompilata: Spesso, se l’immobile è già stato dichiarato in passato o è legato a te, la rendita la trovi già nel 730 precompilato. Sinceramente, è un gran sollievo quando succede, vero?

Ricorda che la rendita catastale deve essere quella rivalutata del 5%. Molti programmi fanno questo calcolo in automatico, ma è bene saperlo.


Le Mani nella Pasta: Esempi Pratici per Capirci Meglio

Facciamo un esempio concreto. Immagina di avere l’usufrutto di un appartamento che è la tua abitazione principale.

  • Nel Quadro B, rigo relativo all’immobile:
    • Casella “Utilizzo“: inserirai il codice 1.
    • Casella “Rendita Catastale“: la rendita dell’immobile, rivalutata del 5%.
    • Le altre caselle, come la percentuale di possesso (che sarà 100% per l’usufruttuario) e i giorni di possesso, vanno compilate di conseguenza.

E se invece avessi l’usufrutto di un appartamento che affitti a terzi?

  • Nel Quadro B:
    • Casella “Utilizzo“: inserirai il codice 4 (se a canone libero).
    • Casella “Canone di Locazione“: indicherai l’ammontare annuo del canone percepito.
    • E così via.

Vedi? Non è un labirinto senza uscita. Il segreto è capire la logica e compilare con attenzione.


Non Dimenticare l’IMU (e la TASI, se fosse ancora qui!)

Un aspetto fondamentale, spesso fonte di confusione, riguarda l’IMU. Chi paga l’IMU in caso di usufrutto? Ebbene, per legge, l’IMU la paga l’usufruttuario. La nuda proprietà non è soggetta a IMU per il nudo proprietario. È un po’ come dire: chi gode il bene, ne paga le tasse sulla proprietà.

E la TASI? Beh, la TASI non c’è più dal 2020. Prima era divisa tra proprietario e occupante, ma adesso l’IMU ha inglobato anche quella parte. Quindi, un pensiero in meno!


Un Ultimo Consiglio: Non Aver Paura di Chiedere Aiuto

Dichiarare l’usufrutto nel 730 può sembrare una montagna da scalare, specialmente le prime volte. Ma ricorda che non sei solo. Se hai dubbi, se la tua situazione è un po’ più complessa (magari l’usufrutto è per una parte dell’anno, o ci sono più usufruttuari), non esitare a chiedere supporto.

Un CAF (Centro di Assistenza Fiscale) o un commercialista sono lì apposta per questo. Loro conoscono tutte le sfumature della normativa e possono evitarti errori che, alla fine della fiera, ti costerebbero tempo e soldi. A volte, un piccolo investimento in consulenza può farti risparmiare un bel po’ di stress e grattacapi.

Quindi, respira. Prepara i tuoi documenti, cerca la rendita catastale e, se necessario, affida la tua dichiarazione a un professionista. In fondo, la burocrazia è fatta per essere capita e gestita, e con le giuste informazioni, anche l’usufrutto nel 730 diventerà un gioco da ragazzi.

By Antonio Capobianco

Autore e articolista con una passione per l’informazione chiara, verificata e accessibile. Scrivo per aiutare i lettori a orientarsi tra notizie, approfondimenti e curiosità che contano davvero. Mi occupo di attualità, tecnologia, cultura digitale e tutto ciò che ha un impatto reale sul nostro quotidiano. Il mio obiettivo? Offrire contenuti utili, ben documentati e scritti con un linguaggio semplice ma autorevole.

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