Chi ha l’usufrutto di un immobile e decide di fare dei lavori di ristrutturazione si trova spesso di fronte a un dubbio: posso usufruire delle detrazioni fiscali? La risposta è sì, ma è fondamentale seguire delle regole precise per non perdere questo importante vantaggio economico. Vediamo insieme come l’usufruttuario può beneficiare delle detrazioni fiscali per la ristrutturazione e quali sono i passi da compiere.
La regola d’oro, confermata più volte dall’Agenzia delle Entrate, è semplice: la detrazione fiscale spetta a chi sostiene effettivamente la spesa. Questo significa che, anche se per legge le spese di manutenzione straordinaria competerebbero al nudo proprietario, se è l’usufruttuario a pagare i lavori, sarà lui ad avere il diritto di portare in detrazione le spese.

Chi Paga i Lavori? La Differenza tra Manutenzione Ordinaria e Straordinaria
Per fare chiarezza, è utile richiamare cosa dice il Codice Civile. L’articolo 1004 stabilisce che le spese di manutenzione ordinaria e le imposte sull’immobile sono a carico dell’usufruttuario. L’articolo 1005, invece, assegna al nudo proprietario le spese per le riparazioni straordinarie, come il rifacimento di muri portanti, tetti o impianti.
- Responsabilità legale dell’usufruttuario sull’immobile
- Se un anziano va in una casa di riposo perde l’usufrutto leggi italiane
- Obblighi Successori in Presenza di un Usufruttuario
Tuttavia, nella pratica, spesso è l’usufruttuario che, vivendo nell’immobile, si fa carico anche di questi interventi più onerosi. In questo scenario, è l’usufruttuario che ha diritto alla detrazione fiscale, a patto che possa dimostrare di aver sostenuto lui i costi.
Quali Lavori Può Detrarre l’Usufruttuario?
L’usufruttuario può accedere a diverse agevolazioni fiscali. La più comune è il Bonus Ristrutturazione, che consente di detrarre dall’IRPEF il 50% delle spese sostenute, con un tetto massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
Gli interventi che rientrano in questa agevolazione sono numerosi e includono:
- Manutenzione straordinaria: rifacimento di impianti (elettrico, idraulico, riscaldamento), sostituzione di infissi e serramenti, rifacimento di scale e rampe.
- Restauro e risanamento conservativo: interventi mirati a conservare l’immobile e la sua funzionalità.
- Ristrutturazione edilizia: demolizione e ricostruzione, realizzazione di balconi, trasformazione di una soffitta in mansarda.
- Interventi per il risparmio energetico.
- Lavori per l’adozione di misure antisismiche.
Le stesse regole si applicano anche per altri importanti bonus edilizi. L’usufruttuario può beneficiare dell’Ecobonus e del Sismabonus, sempre a condizione che sia lui a sostenere le relative spese.
La Documentazione Indispensabile per l’Usufruttuario
Per poter usufruire delle detrazioni, è cruciale che tutta la documentazione sia in ordine e intestata a chi paga. Ecco i documenti che l’usufruttuario deve conservare con cura:
- Fatture e ricevute fiscali: devono essere intestate all’usufruttuario.
- Bonifico parlante: è il documento chiave. Il pagamento deve essere effettuato tramite un bonifico bancario o postale specifico per le detrazioni fiscali.
- Abilitazioni amministrative: CILA, SCIA o Permesso di Costruire, a seconda del tipo di intervento.
- Comunicazione all’ASL: se richiesta dalla normativa sulla sicurezza nei cantieri.
- Atto di costituzione dell’usufrutto: per attestare il proprio diritto reale sull’immobile.
Come Compilare Correttamente il Bonifico Parlante
Il bonifico parlante è fondamentale e deve contenere informazioni precise per essere valido ai fini fiscali. Nella causale del versamento, l’usufruttuario deve indicare:
- La normativa di riferimento: ad esempio, “Spese per ristrutturazione edilizia (art. 16-bis del DPR 917/1986)”.
- Il proprio codice fiscale (in qualità di beneficiario della detrazione).
- Il codice fiscale o la Partita IVA dell’impresa o del professionista che ha eseguito i lavori.
- Il numero e la data della fattura a cui si riferisce il pagamento.
Un errore nella compilazione del bonifico può compromettere il diritto alla detrazione. Molti istituti bancari offrono una modalità preimpostata per i “bonifici per agevolazioni fiscali” che guida nella compilazione.
| Spesa | A Carico di (Codice Civile) | Chi Detrae (Principio di Cassa) |
| Tinteggiatura pareti | Usufruttuario | Chi paga la spesa |
| Sostituzione caldaia | Nudo Proprietario | Chi paga la spesa |
| Rifacimento tetto | Nudo Proprietario | Chi paga la spesa |
| Manutenzione impianto elettrico | Usufruttuario | Chi paga la spesa |
Esporta in Fogli
Fonte: Agenzia delle Entrate – Guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”
In sintesi, per l’usufruttuario è assolutamente possibile trasformare una spesa importante come la ristrutturazione in un’opportunità di risparmio fiscale. La chiave è pagare in prima persona e documentare ogni passaggio con la massima attenzione.
Domande Frequenti (FAQ)
Cosa succede se il nudo proprietario e l’usufruttuario pagano entrambi una parte dei lavori? Entrambi possono beneficiare della detrazione fiscale, ciascuno in proporzione alla spesa effettivamente sostenuta. È fondamentale che ogni soggetto paghi la propria quota con un bonifico parlante separato e abbia fatture intestate a proprio nome per la parte di competenza.
L’usufruttuario deve avere la residenza nell’immobile per poter detrarre le spese? No, non è necessario. Il diritto alla detrazione per le spese di ristrutturazione spetta a prescindere dalla destinazione d’uso dell’immobile (ad esempio, se è dato in locazione a terzi) o dal fatto che sia utilizzato come abitazione principale.
Se l’usufrutto si estingue, chi continua a beneficiare delle rate di detrazione rimanenti? Se l’usufruttuario ha sostenuto le spese e iniziato a beneficiare della detrazione, continuerà a usufruire delle rate rimanenti anche dopo l’estinzione dell’usufrutto. Il diritto alla detrazione, una volta acquisito, non si trasferisce al nudo proprietario.
