Perché il finale di Better Call Saul non è deludente: la spiegazione dell’epilogo

Il dibattito su un Better Call Saul finale deludente ha diviso i fan sin dalla messa in onda dell’ultimo episodio, intitolato “Saul andato” (Saul Gone). Molti spettatori, abituati all’adrenalina e ai fuochi d’artificio di Breaking Bad, si aspettavano una conclusione più esplosiva o una fuga rocambolesca per Gene Takavic. Tuttavia, la scelta degli autori Peter Gould e Vince Gilligan è stata diametralmente opposta: un finale intimo, catartico e profondamente morale.

Se la tua prima impressione è stata di delusione, è probabile che tu stia guardando la serie attraverso la lente di Walter White. In realtà, la fine di Jimmy McGill è il completamento perfetto di un arco narrativo durato sei stagioni, che privilegia la redenzione umana rispetto alla vittoria criminale.


Il finale di Better Call Saul è davvero deludente?

Per rispondere subito alla query: no, non lo è, se si comprende la natura dello show. Mentre Breaking Bad era la storia di una metamorfosi (da uomo comune a mostro), Better Call Saul è la storia di una tragedia identitaria.

Jimmy McGill trascorre anni cercando di essere qualcun altro: il fratello approvato da Chuck, l’avvocato rispettabile di Davis & Main e, infine, il “viscido” Saul Goodman. Il finale non è deludente perché Jimmy sceglie finalmente di smettere di scappare. Accettando una condanna a 86 anni di prigione invece di un patteggiamento a 7 anni, Jimmy uccide Saul Goodman per far rinascere Jimmy McGill davanti agli occhi dell’unica persona che abbia mai amato davvero: Kim Wexler.

ATTENZIONE SPOILER: Da questo punto in poi, l’articolo contiene dettagli cruciali sulla trama dell’ultima stagione e del finale della serie.


Dove si colloca il finale nella timeline dell’universo Breaking Bad

Per capire l’impatto dell’epilogo, bisogna guardare alla struttura temporale della serie. Better Call Saul è sia un prequel che un sequel.

Le scene in bianco e nero che aprono ogni stagione (e che occupano gli ultimi quattro episodi della sesta) si svolgono nel 2010, circa sei mesi dopo la morte di Walter White. La serie copre un arco temporale vastissimo, partendo dal 2002 e arrivando fino alla condanna definitiva di Jimmy.

Tabella: Ordine cronologico degli eventi principali

Ecco come si incastrano i pezzi del puzzle tra Jimmy, Mike e Gus.

PeriodoEvento PrincipaleSerie/Film
2002 – 2004Jimmy McGill cerca di farsi strada come avvocato; ascesa di Gus Fring.Better Call Saul (S1-S6)
2004 – 2008Costruzione del laboratorio sotterraneo; Jimmy diventa definitivamente Saul.Better Call Saul (S6)
2008 – 2010Saul incontra Walter White e Jesse Pinkman.Breaking Bad (S1-S5)
Settembre 2010Morte di Walter White; Jesse Pinkman scappa verso l’Alaska.Breaking Bad / El Camino
Dicembre 2010Gene Takavic (Saul) viene scoperto a Omaha e infine processato.Better Call Saul (Finale)

La Timeline spiegata: Il peso del passato

Il finale di Better Call Saul utilizza i flashback in modo magistrale per spiegare perché la conclusione non è deludente. Durante l’episodio finale, vediamo tre conversazioni chiave sul tema della “macchina del tempo” con Mike, Walter White e Chuck McGill.

  1. Mike Ehrmantraut: Vorrebbe tornare al momento in cui ha accettato la sua prima mazzetta, il punto di non ritorno della sua corruzione.
  2. Walter White: Ignora il concetto di rimpianto morale, concentrandosi solo su un rimpianto economico legato alla Grey Matter.
  3. Chuck McGill: In un flashback commovente, Chuck invita Jimmy a cambiare strada finché è in tempo.

Questi momenti servono a mostrare che Jimmy è l’unico dei tre che, alla fine, riesce davvero a usare la sua “macchina del tempo” interiore per ammettere le proprie colpe e prendersi le proprie responsabilità.


Ordine di uscita vs Ordine cronologico

Molti spettatori si chiedono se valga la pena guardare prima Better Call Saul o Breaking Bad. Sebbene la cronologia interna suggerisca il prequel, la visione migliore rimane quella basata sull’ordine di uscita.

Meglio guardarli in ordine cronologico o di uscita?

Consigliamo vivamente l’ordine di uscita. Ecco perché:

  • I Camei: La comparsa di personaggi come Walter White o Jesse Pinkman nell’ultima stagione di Better Call Saul ha un impatto emotivo solo se conosci già la loro storia.
  • Il Mistero di Gus: La minaccia rappresentata da Gus Fring viene costruita in Breaking Bad; vederlo prima nel prequel toglierebbe parte del mistero.
  • Il Futuro in Bianco e Nero: Le scene di “Gene” sono pensate per chi sa già che Saul Goodman è un fuggitivo post-Walter White.

Analisi del Finale: Perché non è un finale “sconfitto”

Chi definisce il finale deludente spesso cita la condanna a vita di Jimmy come una sconfitta. In realtà, è la sua più grande vittoria.

Per tutta la serie, Jimmy è stato un manipolatore capace di “incantare” chiunque. Se fosse uscito dopo soli 7 anni grazie al patteggiamento, sarebbe rimasto Saul Goodman: un uomo libero fisicamente, ma prigioniero della sua stessa natura truffaldina e privo della stima di Kim. Scegliendo la prigione, Jimmy ottiene:

  • Il perdono di Kim: Lo sguardo che si scambiano in tribunale e l’ultima sigaretta condivisa valgono più di qualsiasi libertà.
  • Il rispetto dei detenuti: Nel bus verso il carcere, gli altri prigionieri lo riconoscono come “Better Call Saul”, garantendogli una sorta di status regale anche dietro le sbarre.
  • La pace interiore: Jimmy non deve più guardarsi alle spalle o cambiare identità.

FAQ – Domande frequenti su Better Call Saul

Dove posso vedere Better Call Saul in streaming?

Attualmente la serie completa è disponibile su Netflix.

Quante stagioni ci sono?

La serie si è conclusa con la sesta stagione, composta da 13 episodi.

Perché il finale è in bianco e nero?

Il bianco e nero rappresenta la vita “grigia” e priva di anima di Jimmy dopo i fatti di Breaking Bad. Il colore appare solo brevemente (nella fiamma dell’accendino) per simboleggiare che il legame con Kim è l’unica cosa ancora viva e reale.

Ci sarà un sequel o uno spin-off su Kim Wexler?

Al momento Vince Gilligan ha dichiarato di voler chiudere con l’universo di Albuquerque per dedicarsi a nuovi progetti, ma non ha mai escluso categoricamente un ritorno futuro.

By Gino Santonastaso

Segue cinema, serie TV, streaming e cultura pop. Su ItaliaGlobale cura contenuti su piattaforme come Netflix, Prime Video e Disney+, saghe cinematografiche, finali spiegati, personaggi e tendenze dell’intrattenimento digitale.

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