
Eliminare i carboidrati.
Tagliare le calorie.
Saltare la cena.
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Pesare ogni grammo di cibo.
Milioni di uomini over 35 seguono queste regole con disciplina militare, convinti che la sofferenza sia il prezzo da pagare per dimagrire.
Il risultato, però, è quasi sempre lo stesso: settimane di sacrifici, qualche chilo perso, poi tutto ripreso. Spesso con gli interessi.
Secondo Marco Spadaccino, specialista nel dimagrimento maschile, il problema non è la forza di volontà.
“Non è mancanza di disciplina”, spiega.
“È un errore metabolico che quasi tutti commettono.
Più la dieta è restrittiva, più il corpo oppone resistenza al dimagrimento.”
Il meccanismo di difesa che nessuno spiega
Quando un uomo over 35 entra in un deficit calorico aggressivo, il corpo non reagisce bruciando grasso.
Reagisce proteggendolo.
“È un meccanismo evolutivo”, chiarisce Spadaccino.
“Il corpo non sa che stai cercando di migliorare il tuo aspetto.
Sa solo che il cibo è diminuito. E quando succede, la priorità diventa sopravvivere.”
La risposta fisiologica è chiara:
- rallentamento del metabolismo
- aumento del cortisolo
- conservazione delle riserve di grasso
Negli uomini dopo i 35 anni questo effetto è amplificato da un assetto ormonale già più fragile.
“Quando il corpo entra in modalità difensiva”, spiega,
“bruciare grasso diventa l’ultima delle priorità.”
Perché il peso torna sempre
Il cosiddetto effetto yo-yo non è una questione di scarsa costanza.
È biochimica.
“Dopo settimane di restrizione, il metabolismo si adatta a funzionare con pochissime calorie”, spiega Spadaccino.
“Quando torni a mangiare normalmente, il corpo continua a bruciare poco.”
Il risultato è prevedibile:
il peso ritorna rapidamente, spesso superando quello iniziale.
“Ogni nuovo ciclo di dieta restrittiva rende il metabolismo meno efficiente”, osserva.
“Non è l’età a rallentare il corpo.
È la somma di approcci sbagliati ripetuti negli anni.”
L’errore del “meno mangio, meglio è”
La logica sembra inattaccabile: se mangio meno, dimagrisco di più.
Ma è proprio questo il punto critico.
“Il corpo maschile over 35 ha bisogno di nutrienti per funzionare”, spiega Spadaccino.
“Affamarlo significa togliere il carburante necessario per bruciare grasso.”
La fame cronica aumenta il cortisolo.
E un cortisolo elevato favorisce l’accumulo di grasso viscerale, soprattutto nella zona addominale.
Un approccio più adatto all’uomo adulto
Secondo Spadaccino, dimagrire dopo i 35 anni richiede un cambio di mentalità.
“Affamarsi non funziona.
Nutrire il corpo nel modo giusto sì.”
Un’alimentazione efficace per l’uomo adulto deve essere:
- sostenibile
- flessibile
- compatibile con la vita reale
Quando il corpo non si sente sotto attacco, smette di difendersi.
Il messaggio finale
“Se le diete ferree funzionassero, saresti già magro”, conclude Spadaccino.
“Il fatto che continuino a fallire non significa che ti manca disciplina.
Significa che stai usando uno strumento sbagliato per il tuo corpo.”
Dopo i 35 anni, il problema non è mangiare troppo poco.
È mangiare nel modo sbagliato.
Contatti:
- Instagram: @marcospadaccinoreal
Sito web: www.marcospadaccinofitness.com
