Google cambia la barra di ricerca: l’AI cercherà sul web al posto tuo

La classica barra di ricerca di Google si prepara a cambiare pelle, trasformandosi in un assistente autonomo che ridurrà drasticamente il tempo speso a cliccare tra i link. Grazie al nuovo modello Gemini 3.5 Flash, il motore di ricerca non si limiterà a mostrare risultati, ma monitorerà il web ed eseguirà compiti complessi per nostro conto.

Addio link blu: come cambia la ricerca

Per anni Google ci ha abituati a una lista di collegamenti da verificare uno a uno. La nuova interfaccia, invece, si espande per accogliere domande lunghe e colloquiali, simili a una chat con un collega.

La vera novità è la possibilità di creare veri e propri “agenti AI” all’interno della barra di ricerca. Invece di fare la stessa query ogni giorno, potremo chiedere a Google di monitorare il web in background su un argomento specifico e di avvisarci solo quando ci sono aggiornamenti rilevanti.

Un esempio pratico? Si potrà digitare: “Tienimi aggiornato se i miei atleti preferiti annunciano collaborazioni per nuove sneaker”. Da quel momento, l’algoritmo controllerà i siti di notizie e i canali ufficiali in autonomia, presentandoci un riassunto appena ci saranno novità. Inoltre, Google genererà mini-applicazioni e grafici personalizzati in tempo reale, incrociando dati come la posizione dell’utente, il meteo e le informazioni del proprio account.

Arriva Spark: l’assistente per la posta e le spese

Le novità toccano da vicino anche Gemini. Google ha annunciato la modalità Spark, una funzione pensata per lavorare in background per lunghi periodi.

A differenza delle chat tradizionali che rispondono e si fermano, Spark è progettata per compiti ricorrenti. Potrà, ad esempio, monitorare la casella di posta elettronica o gli estratti conto della carta di credito, isolando le scadenze importanti o le spese anomale per creare liste di cose da fare e riassunti automatici, senza che l’utente debba chiederlo ogni volta.

La sfida commerciale con OpenAI e Anthropic

Questa accelerazione non è casuale. Sebbene Gemini vanti oltre 900 milioni di utenti attivi, Google si trova a inseguire nel mercato aziendale. Negli Stati Uniti, startup come Anthropic e OpenAI controllano ciascuna oltre il 32% degli abbonamenti AI aziendali, mentre Google è ferma al 4,5%.

Con investimenti infrastrutturali previsti tra i 180 e i 190 miliardi di dollari quest’anno, il colosso di Mountain View punta a colmare questo divario, avvicinandosi all’obiettivo finale della text-to-action e dell’intelligenza artificiale generale (AGI).

Disponibilità e dubbi aperti

Trattandosi di un annuncio ufficiale appena rilasciato durante la conferenza aziendale, Google non ha ancora dettagliato i tempi precisi del rollout globale né le aree geografiche che riceveranno per prime le funzioni.

Molte di queste opzioni avanzate si trovano al momento in una fase di sviluppo accelerato nei laboratori di Google DeepMind. Resta inoltre da chiarire come l’azienda intenda gestire i timori legati alla privacy — dato che Spark analizzerà caselle email e dati finanziari — e l’impatto ambientale causato dall’enorme potenza di calcolo richiesta da queste ricerche continue.

Nota fonte/verifica: Le informazioni provengono dalle dichiarazioni ufficiali rilasciate dai vertici di Alphabet e Google DeepMind (tra cui il CEO Sundar Pichai e i direttori Tulsee Doshi e Koray Kavukcuoglu) raccolte dalla stampa internazionale prima della conferenza di presentazione. I dati sulle quote di mercato aziendali derivano dall’analisi della piattaforma finanziaria Ramp su oltre 50.000 imprese americane. Le funzioni sono ufficiali ma i dettagli su tempistiche esatte ed estensione geografica (inclusa l’Italia) non sono ancora stati formalizzati.

By Antonio Capobianco

Antonio Capobianco segue tecnologia consumer, app, intelligenza artificiale, sicurezza online e strumenti digitali. Su ItaliaGlobale cura notizie tech, guide pratiche e approfondimenti su piattaforme, servizi online e vita digitale.

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