Tiziano Ferro per Save the Children, all’asta come un oggetto

Eleonora Gitto

Tiziano Ferro per Save the Children, all'asta come un oggetto Possibile che Tiziano Ferro, anche se per Save the Children, possa mettersi all’asta come un qualsiasi oggetto?

E’ possibile. Come Elvis Presley, Tiziano si vende i calzini, il cappello, la camicia sudata, gli stivali maleodoranti di cuoio che ha sfoggiato nei suoi concerti.

E poi ancora mocassini, magliette, calzini e chi più ne ha più ne metta. Contento lui. Il tutto per sostenere Save the Children in Africa, della quale organizzazione Tiziano Ferro è diventato ambasciatore.

Ma non avrebbe fato meglio, e prima, a stornare una quota parte degli incassi dei concerti a favore dell’organizzazione?

No, evidentemente no. Questo malsano senso di autoadorazione, di forzata mitizzazione del personaggio, peraltro ancora in vita, è segno, secondo noi, di narcisismo all’ennesima potenza. Una ne fanno e cento ne pensano.

Il buon Tiziano, artista a tutto tondo ma forse un po’ sopravvalutato, ha tenuto a dichiarare in proposito: “E’ con grande onore e gioia che inizio questo viaggio con Save the Children, che già da qualche anno seguo con interesse e stima”.

“Questo guardaroba racconta un pezzo importante della mia storia. Mi piace l’idea che ogni bella storia possa generarne un’altra, ancora più bella”.

Sarà pure vero ma Tiziano si piace. E forse si piace un po’ troppo.

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