Matteo Renzi non rinuncia a difendere l’interesse nazionale

Il presidente del consiglio Matteo Renzi durante la trasmissione Rai 'Porta a Porta' condotta da Bruno Vespa, Roma, 07 settembre 2015. ANSA/ ANGELO CARCONI

Matteo Renzi, parlando dell’Europa, dice che non rinuncia a difendere l’interesse nazionale.

Quanta retorica in quest’affermazione. Ci mancherebbe pure che decidesse di rinunciare.

Eppure il segretario del Pd e Presidente del Consiglio, a parte queste uscite che potrebbe risparmiarsi, ha aggiunto alcune cose di interesse e di rilievo.

Dal palco di Mantova, eletta capitale della cultura italiana, Matteo ha detto che “chi afferma che il problema europeo è Schengen, che bisogna chiudere le frontiere, non solo fa un passo indietro ma tradisce l’idea di Europa”.

E poiché questa è la stessa posizione anche della Germania, è piuttosto difficile che l’idea dell’abbandono del trattato di Schengen sull’apertura delle frontiere, possa essere perseguita con successo.

Poi Renzi è tornato alla retorica, cercando di allacciare concetti collegabili solo con un’ardita operazione di ingegneria concettuale, laddove si è trovato ad affermare che “il vero antidoto contro il terrorismo è la cultura”. Ora, come faccia la cultura a fermare le stragi di Parigi o delle Twin Towers, è operazione fuori dalla portata di una mente normale.

Se avesse detto che l’antidoto è la lotta alle disuguaglianze o magari anche semplicemente il fatto che nel 2016 d.C. esistono ancora le religioni, sarebbe stato molto più credibile.

By Antonio Capobianco

Antonio Capobianco segue tecnologia consumer, app, intelligenza artificiale, sicurezza online e strumenti digitali. Su ItaliaGlobale cura notizie tech, guide pratiche e approfondimenti su piattaforme, servizi online e vita digitale.

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