È la scelta di non svolgere attività lavorative insieme a un altro dipendente.
Può essere legittima solo se fondata su motivi concreti e documentabili.
Non è una decisione discrezionale: deve rispettare le regole del rapporto di lavoro.
Conta sempre il contesto e la proporzionalità della reazione.

Come funziona
- Il lavoratore ha il dovere di collaborare secondo le mansioni assegnate.
- Il rifiuto è ammesso solo se esistono cause serie e verificabili.
- In caso di problema, è corretto informare prima il datore di lavoro o l’HR.
- L’azienda valuta se il rifiuto è giustificato o meno.
- In mancanza di motivi validi, possono scattare richiami o sanzioni.
Perché è importante
- Tutela l’equilibrio tra diritti del lavoratore e obblighi professionali.
- Previene conflitti che possono degenerare in contenziosi legali.
- Garantisce la sicurezza e il rispetto sul posto di lavoro.
- Aiuta a distinguere tra disagio personale e reale violazione dei diritti.
Vantaggi e limiti
Vantaggi
- Protegge da situazioni di abuso, mobbing o pericolo.
- Rafforza il diritto alla dignità sul lavoro.
Limiti
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- Non copre antipatie personali o semplici contrasti.
- Non giustifica il rifiuto se il collega non viola regole o diritti.
- Deve essere sempre proporzionato e motivato.
Esempi concreti
- Rifiuto legittimo: collega che adotta comportamenti violenti o molesti.
- Rifiuto legittimo: attività che espongono a rischi per la salute o sicurezza.
- Rifiuto non legittimo: antipatia personale o divergenze caratteriali.
- Rifiuto non legittimo: disaccordi su metodi di lavoro senza violazioni reali.
Errori comuni
- Confondere un conflitto personale con una causa legittima.
- Agire senza informare responsabili o ufficio del personale.
- Rifiutare in modo impulsivo senza prove o segnalazioni.
- Pensare che il rifiuto sia sempre un diritto automatico.
Domande frequenti
Posso rifiutarmi se il collega mi tratta male?
Sì, se il comportamento configura molestie, offese gravi o mobbing. In questi casi il rifiuto può essere giustificato.
Se ho solo antipatia per un collega posso rifiutarmi?
No. L’antipatia personale non è un motivo valido per rifiutare la collaborazione.
Devo avvisare il datore di lavoro prima di rifiutare?
Sì. È sempre consigliabile segnalare il problema e chiedere un intervento formale.
Rischio sanzioni se rifiuto senza motivo?
Sì. Il rifiuto ingiustificato può portare a richiami disciplinari o altre conseguenze.
