Una relazione di visita domiciliare dell’assistente sociale descrive in modo oggettivo le condizioni ambientali, familiari e personali dell’utente, utile per valutare interventi e supporti sociali. Deve essere chiara, concisa e strutturata secondo criteri professionali.

Cos’è la relazione di visita domiciliare
La relazione è un documento redatto dopo una visita dell’assistente sociale presso l’abitazione dell’utente. Ha funzione valutativa e documentativa. Riporta osservazioni dirette e indirette, utili per analisi e decisioni di intervento.
Quando si redige la relazione
Viene redatta in diversi contesti:
- Qual è l’obbligo di segnalazione dell’assistente sociale
- Come ti possono aiutare gli assistenti sociali
- Minori a rischio a Napoli: il ruolo degli assistenti sociali
- Attivazione di servizi domiciliari
- Valutazione socio-economica
- Affidamenti e tutela minori
- Procedure di amministrazione di sostegno
- Verifica di condizioni abitative o familiari
Struttura della relazione domiciliare
Una buona relazione deve seguire uno schema preciso e riconoscibile.
1. Dati anagrafici e informazioni preliminari
- Nome e cognome dell’assistito
- Indirizzo completo
- Data della visita
- Nome dell’assistente sociale
- Motivazione della visita
2. Contesto abitativo
- Tipologia dell’alloggio (appartamento, casa singola)
- Stato igienico-sanitario
- Presenza di barriere architettoniche
- Condizioni generali degli spazi
3. Composizione del nucleo familiare
- Persone presenti in casa
- Rapporti tra i componenti
- Presenza di minori, disabili o anziani
- Eventuali conflitti o dinamiche critiche
4. Condizione socio-economica
- Fonti di reddito
- Situazione lavorativa
- Accesso a servizi (sanitari, scolastici, sociali)
- Eventuali prestazioni assistenziali in corso
5. Osservazioni comportamentali
- Atteggiamento dell’utente durante la visita
- Collaborazione o ostilità
- Presenza di situazioni critiche (trascuratezza, isolamento, violenza)
6. Conclusioni e proposte
- Sintesi delle evidenze raccolte
- Necessità emerse
- Eventuali proposte di intervento o monitoraggio

Esempio di relazione visita domiciliare assistente sociale
Dati generali:
- Utente: Mario Rossi, nato il 12/03/1960
- Residenza: Via Roma 45, Torino
- Data visita: 10/12/2025
- Assistente sociale: Dott.ssa Laura Bianchi
- Motivo: Verifica condizioni abitative per attivazione SAD
Contesto abitativo:
Appartamento al terzo piano senza ascensore. Locali ordinati ma trascurati. Bagno non adeguato per persona con ridotta mobilità.
Nucleo familiare:
Vive da solo. Figlio residente in altra città. Nessun contatto con altri familiari.
Condizione economica:
Pensione minima. Nessun supporto aggiuntivo. Spese mensili superiori al reddito.
Osservazioni:
Mario appare collaborativo ma affaticato. Difficoltà motorie evidenti. Necessità di supporto per igiene e pasti.
Conclusioni:
Si propone attivazione immediata del servizio di assistenza domiciliare, con monitoraggio mensile.
Suggerimenti per una buona redazione
- Usare linguaggio professionale e imparziale
- Evitare giudizi personali
- Riportare solo informazioni verificate
- Mantenere una struttura coerente
- Essere brevi ma completi
FAQ – Domande frequenti
1. Chi può richiedere una visita domiciliare dell’assistente sociale?
Può farne richiesta il cittadino, un familiare, il medico curante o un ente pubblico.
2. La relazione è un documento pubblico?
No. Ha valore riservato e viene condivisa solo con i soggetti autorizzati.
3. Quanto dura una visita domiciliare?
In media tra 30 e 60 minuti, a seconda delle condizioni e delle necessità osservate.
Conclusione
La relazione di visita domiciliare è uno strumento essenziale per valutare situazioni complesse in ambito sociale. Una redazione chiara, oggettiva e completa supporta decisioni efficaci per il benessere dell’utente.
FONTI
