Come Facebook seleziona le persone che potresti conoscere

Capita di aprire Facebook e trovare, tra le persone suggerite, un ex collega dimenticato da anni, qualcuno incontrato poche volte oppure una persona della quale non ricordiamo nemmeno di avere il numero. È proprio in questi casi che la funzione inizia a sembrare più misteriosa di quanto sia.

Facebook seleziona le “Persone che potresti conoscere” incrociando diversi segnali: amici in comune, informazioni del profilo e reti condivise come scuola o lavoro, attività su Facebook, gruppi e contenuti in cui gli utenti sono taggati, oltre ai contatti telefonici o email caricati su Facebook e Messenger. Meta non pubblica però la formula completa né il peso assegnato ai singoli segnali.

Ed è proprio quest’ultimo dettaglio a spiegare buona parte delle stranezze che vediamo nella lista.

Da dove arrivano le persone suggerite da Facebook

“Persone che potresti conoscere”, spesso indicato anche con l’acronimo inglese PYMK, non funziona come una semplice ricerca nella rubrica. Facebook prova piuttosto a ricostruire possibili collegamenti tra due account.

Meta indica alcune categorie di informazioni che possono generare questi collegamenti.

La più evidente è quella degli amici in comune. Se Marco è amico di Luca e Luca è amico di Andrea, per Facebook esiste già un legame sociale abbastanza plausibile perché Marco e Andrea possano conoscersi.

Non servono necessariamente dieci o venti amici condivisi. In alcuni casi basta un collegamento più debole combinato con altri dati.

Scuola, lavoro e informazioni del profilo

Anche ciò che abbiamo inserito nel profilo può creare associazioni. La stessa scuola, università o azienda sono esempi espressamente citati nelle informazioni fornite da Facebook sulla funzione.

Qui si capisce perché possano ricomparire persone che non vediamo da moltissimo tempo.

Due ex compagni di scuola potrebbero non avere più amici comuni visibili, per esempio, ma aver indicato entrambi lo stesso istituto. Lo stesso può accadere tra colleghi o ex colleghi.

Un dettaglio che molti sottovalutano è che questi segnali non devono necessariamente essere recenti. Un’informazione inserita anni prima può ancora descrivere una relazione tra due profili.

Gruppi Facebook, foto e post possono collegare due account

Facebook considera anche parte dell’attività svolta sulla piattaforma. Nella documentazione relativa ai suggerimenti vengono citati, tra gli esempi, l’appartenenza allo stesso gruppo e l’essere stati taggati nella stessa foto o nello stesso contenuto.

È un meccanismo abbastanza facile da osservare nella pratica.

Ci si iscrive, per esempio, a un gruppo Facebook molto specifico dedicato a un’associazione, a un quartiere o a una vecchia scuola. Dopo qualche tempo iniziano a comparire tra i suggerimenti alcuni membri del gruppo.

Questo non significa necessariamente che Facebook consideri l’appartenenza al gruppo sufficiente da sola. Meta non pubblica questo livello di dettaglio. Potrebbero esserci contemporaneamente altri segnali: amici comuni, dati del profilo o contatti sincronizzati.

Ed è qui che spesso nasce l’equivoco. L’utente vede soltanto il risultato finale, non il percorso che ha portato l’algoritmo a quella proposta.

La rubrica del telefono conta più di quanto si pensi

Tra tutti i meccanismi, quello dei contatti è probabilmente il più capace di produrre il classico effetto: “Come fa Facebook a sapere che conosco questa persona?”.

Facebook permette di caricare i contatti dello smartphone e gestisce questa funzione nell’Accounts Center. Nelle istruzioni attuali, Meta indica il percorso Impostazioni e privacy > Impostazioni > Centro gestione account > Le tue informazioni e autorizzazioni > Carica contatti; le voci possono comunque cambiare leggermente tra versioni dell’app e sistemi operativi.

C’è però un aspetto ancora meno intuitivo.

Non è necessario che sia stato tu a caricare il numero dell’altra persona.

Facebook ha spiegato che, se qualcuno carica i propri contatti e nella sua rubrica è presente il tuo numero di telefono o il tuo indirizzo email, queste informazioni possono contribuire ai suggerimenti tra i due account.

Facciamo un caso concreto.

Anni fa lasci il tuo numero a un tecnico, un cliente, un agente immobiliare o una persona conosciuta per lavoro. Tu non salvi il suo contatto. Lui, invece, salva il tuo. Se successivamente sincronizza la rubrica con Facebook o Messenger, esiste un possibile collegamento che dal tuo punto di vista era completamente invisibile.

Nella pratica, parecchi suggerimenti apparentemente inspiegabili diventano molto meno misteriosi quando si considera questo meccanismo.

Se cerco qualcuno su Facebook, apparirò tra i suoi suggerimenti?

È una delle domande più frequenti e anche una delle spiegazioni che circolano maggiormente online: “Ho visitato il suo profilo e subito dopo Facebook mi ha suggerito quella persona”.

Da questo, però, non si può concludere che la visita abbia generato il suggerimento.

Meta non indica le visite ai profili tra i fattori pubblicamente documentati per “Persone che potresti conoscere”. Le categorie dichiarate comprendono invece amici comuni, reti come scuola e lavoro, attività condivise e contatti caricati.

C’è anche un problema logico: se cerchiamo qualcuno su Facebook, è probabile che esista già qualche legame tra noi e quella persona. Potremmo avere amici comuni, un numero salvato da anni o aver frequentato lo stesso ambiente.

L’algoritmo potrebbe quindi aver individuato la relazione attraverso uno di questi segnali indipendentemente dalla ricerca.

Dire che “Facebook suggerisce automaticamente chi guarda il tuo profilo” significa trasformare una coincidenza possibile in una regola che Facebook non dichiara.

Una persona suggerita ha visitato il mio profilo?

Per lo stesso motivo, vedere qualcuno tra le persone che potresti conoscere non dimostra che quella persona abbia visitato il tuo profilo.

È forse il falso mito più resistente attorno alla funzione.

Facebook non mostra agli utenti un elenco ufficiale delle persone che hanno visitato il loro profilo personale e la presenza di un account nei suggerimenti non costituisce una prova di una visita.

È comprensibile che venga spontaneo pensarlo. Se compare proprio la persona che avevamo incontrato ieri, l’associazione sembra quasi inevitabile.

Il problema è che potrebbe esserci dietro una catena completamente diversa: lei ha il nostro numero, entrambi conosciamo la stessa persona oppure facciamo parte dello stesso gruppo Facebook.

Senza conoscere i dati interni utilizzati per quello specifico suggerimento, non si può stabilire quale sia stata la causa.

Facebook usa la posizione per suggerire amici?

Su questo punto bisogna essere particolarmente cauti perché online circolano ancora articoli basati su una controversia risalente al 2016.

In quel periodo Facebook fornì dichiarazioni contrastanti sull’impiego della geolocalizzazione e successivamente precisò che non utilizzava dati come la posizione del dispositivo per generare i suggerimenti di persone che potresti conoscere.

In una risposta ufficiale inviata successivamente al Senato statunitense, Facebook dichiarò invece di utilizzare informazioni sulla posizione a livello di Paese per aiutare a trovare persone, distinguendole quindi dalla posizione GPS precisa.

È una distinzione non da poco.

Non ci sono basi solide per interpretare un suggerimento come prova che due telefoni siano stati nello stesso bar, palestra o ufficio. Molte pagine web continuano a presentare questa teoria come certa, ma le dichiarazioni pubbliche di Facebook non consentono una conclusione del genere.

Perché Facebook suggerisce persone che sembrano completamente sconosciute?

Perché l’algoritmo lavora su probabilità, non su conoscenze certe.

Una persona può essere collegata a noi attraverso un numero salvato anni prima, un gruppo, una rete professionale o una catena di conoscenze che personalmente non ricordiamo.

A volte la previsione sarà semplicemente sbagliata.

Facebook stesso contempla la possibilità che nei suggerimenti compaiano persone che l’utente non conosce. La funzione tenta di individuare connessioni possibili; non verifica che due persone si siano realmente incontrate.

C’è poi un’altra situazione vista spesso: l’utente guarda il suggerimento e dice di non avere alcun amico in comune. Da lì conclude che Facebook debba necessariamente aver utilizzato qualche dato “segreto”.

Non è così automatico. Gli amici comuni sono soltanto uno dei segnali disponibili.

Il collegamento potrebbe provenire dai contatti o dalle informazioni del profilo. E soprattutto noi vediamo soltanto una parte delle informazioni che Facebook può utilizzare per mettere in relazione gli account.

Facebook rivela perché ha scelto proprio quella persona?

Solo parzialmente.

Quando esistono amici in comune, Facebook può mostrarli direttamente sotto al suggerimento. In altri casi l’origine della raccomandazione rimane molto meno evidente.

Meta descrive pubblicamente le categorie di dati che possono essere utilizzate, ma non mette a disposizione dell’utente una sorta di scheda tecnica del tipo: “questa persona è comparsa perché aveva il tuo numero salvato dal 2018”.

Non pubblica nemmeno il peso preciso attribuito ai diversi segnali.

Per questo frasi come “gli amici comuni contano per il 70%” oppure “basta visitare tre volte un profilo” vanno trattate con parecchia diffidenza quando non sono accompagnate da una fonte Meta verificabile.

Come ridurre i suggerimenti basati sui contatti

Chi trova troppo invasivo questo meccanismo può almeno intervenire su una delle fonti utilizzate: la sincronizzazione della rubrica.

Nell’app Facebook il controllo dei contatti passa attualmente dal Centro gestione account, nella sezione dedicata alle informazioni e alle autorizzazioni. Meta consente di controllare il caricamento dei contatti e fornisce anche strumenti per gestire quelli precedentemente caricati.

C’è un dettaglio da non perdere: Facebook e Messenger possono avere impostazioni relative ai contatti da verificare separatamente. Disattivare una funzione nell’app Facebook non va quindi interpretato automaticamente come una modifica di tutto ciò che riguarda Messenger.

Ridurre questi dati può limitare alcune associazioni, ma non elimina l’intero sistema “Persone che potresti conoscere”. Rimangono infatti gli altri segnali, dagli amici comuni alle reti condivise.

Per la documentazione aggiornata della funzione si può consultare direttamente il Centro assistenza Facebook – Persone che potresti conoscere e la guida Meta sulla gestione del caricamento dei contatti.

Domande frequenti

Facebook suggerisce una persona se visita il mio profilo?

Non c’è una conferma ufficiale di questo meccanismo. Meta non elenca le visite al profilo tra i fattori pubblicamente dichiarati per “Persone che potresti conoscere”. Un suggerimento può dipendere da amici comuni, reti condivise, gruppi, tag o contatti caricati.

Se cerco una persona su Facebook, Facebook suggerisce il mio profilo a lei?

Non si può dedurre una relazione automatica tra una ricerca e un suggerimento. Facebook non pubblica la formula completa utilizzata dal sistema. Se due persone vengono consigliate reciprocamente, potrebbero esistere altri collegamenti come amici comuni, scuola, lavoro, gruppi o contatti telefonici.

Facebook può suggerire qualcuno che ha il mio numero di telefono?

Sì, è possibile. Meta spiega che i contatti caricati su Facebook o Messenger possono contribuire ai suggerimenti. Questo significa che una connessione può nascere anche quando è l’altra persona ad avere salvato il tuo numero o indirizzo email nella propria rubrica.

Perché vedo una persona senza amici in comune?

Gli amici comuni non sono l’unico criterio. Facebook può mettere in relazione due account attraverso informazioni del profilo, scuola o lavoro, attività condivise, gruppi, tag e contatti caricati. La mancanza di amici comuni visibili non rende quindi il suggerimento insolito.

Facebook sa esattamente chi conosco nella vita reale?

No. Il sistema effettua una previsione sulla base dei collegamenti disponibili. Proprio per questo Facebook può proporre persone realmente conosciute, semplici conoscenze oppure perfetti sconosciuti. Il suggerimento indica una possibile relazione, non certifica che due utenti si conoscano davvero.

Non tutti i suggerimenti hanno una spiegazione visibile

La parte che rende questa funzione tanto curiosa è probabilmente proprio questa: Facebook mostra il risultato dell’algoritmo, ma raramente tutti gli indizi che lo hanno prodotto.

Prima di pensare che qualcuno ci abbia cercato, seguito o controllato il profilo, conviene quindi ricordare quanto può essere lunga la traccia lasciata da una vecchia rubrica, un gruppo frequentato anni fa o una rete di conoscenze comuni.

By Antonio Capobianco

Antonio Capobianco segue tecnologia consumer, app, intelligenza artificiale, sicurezza online e strumenti digitali. Su ItaliaGlobale cura notizie tech, guide pratiche e approfondimenti su piattaforme, servizi online e vita digitale.

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